Cremona  La città di Cremona rischia di perdere il riconoscimento concesso dall’Unesco al “saper fare liutario” come patrimonio immateriale dell’umanità, ottenuto il 5 dicembre 2012 a Parigi e per
propria natura non eterno. Il timore è un’ispezione che accerti la mancanza di relazione tra la città di relazione e i l’eccessiva diffusione di violini contraffatti, assemblati in Cina e venduti in città, dove il dibattito sul nuovo marchio “Cremona liuteria” si è ancora riaperto negli ultimi giorni, con una nuova riunione della cabina di regia cittadina, formata dall’amministrazione comunale, dalla Fondazione Museo del Violino, dalla Cna e dalla Confartigianato. Non tutti i liutai oggi si riconoscono nelle medesime regole e procedure e non esiste una certificazione di qualità accettata da tutti. L’invasione di strumenti falsi provenienti dalla Cina e dall’Europa dell’Est è stata segnalata da anni, come da tempo sono in campo proposte impegnative per consolidare il ruolo della liuteria cremona. L’Anlai, ad esempio, richiede da anni, con il suo presidente Gualtiero Nicolini, un istituto universitario altamente qualificante e selettivo, con la necessaria presenza di personale ad elevata qualificazione e dotato di attrezzature sofisticate, che solo lo Stato può permettersi, se decidesse di realizzare una struttura di livello universitario. Questa soluzione però non è stata messa in pratica. La cabina di regia cerca l’accordo sul marchio e la modifica del regolamento d’uso del marchio “Cremona Liuteria”, di cui oggi è detentore il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari”. In gioco c’è la nuova certificazione di qualità che dovrebbe porre fine ai dubbi e
alle polemiche legate ai falsi e alla trasparenza. Un anno fa, all’avvio della cabina di regia, un comunicato municipale sosteneva che “la tutela della qualità è un obiettivo che non si raggiunge con un’autocertificazione e che non si raggiunge da soli”. Il sindaco Gianluca Galimberti ha sostenuto in ottobre di lavorare a un pacchetto di incentivi fiscali per chi aderirà al nuovo marchio rafforzato, che
premierà non un violino ma la bottega, con la possibilità di inserimento di giovani.

 

Paolo Zignani

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