Troppo tempo perso, anni e anni sprecati mentre i problemi restano e la via d’uscita non appare chiara. Piovono critiche dal presidente dell’Anlai, associazione nazionale liuteria artistica italiana Gualtiero Nicolini, al sindaco Gianluca Galimberti. L’Anlai rimane battitore libero, non facendo parte della cabina di regia cittadina organizzata dal Comune, che sta cercando di far accettare dal maggior numero possibile di liutai il marchio “Cremona Liuteria”, allo scopo di garantire la qualità del lavoro delle botteghe e quindi mantenere il patrocinio Unesco al “saper fare liutario”. La spinosa questione dei violini falsi non è ancora risolta, dopo anni. Sono stati trovati infatti violini assemblati in bianco in Cina, poi verniciati e firmati a Cremona e venduti a buon prezzo, come segnalato più volte dalla stampa. Tra le soluzioni, l’Associazione liutaria italiana ha proposto l’autocertificazione. Il Comune vuole fare di più, promuovere un marchio, ma per Gualtiero Nicolini non basta chiedere al Consorzio liutai Antonio Stradivari, l’unica organizzazione a impegnarsi per la certificazione di qualità, di allargarsi. Le riunioni della cabina di regia cremonese, guidate dal sindaco, rischiano quindi, dopo anni, di non dare alcun risultato. Occorre che un ente indipendente e riconosciuto da tutti assegni un marchio con criteri di assoluta trasparenza e imparzialità, senza scappatoie per chi non accetta le regole. Gli interessi sono notevoli, poiché uno strumento ad arco costruito a Cremona ha un valore di mercato superiore, e perché la concorrenza in Europa non manca: la liuteria francese e la liuteria tedesca sarebbero ben liete di vedersi assegnare il patrocinio che l’Unesco ha dato a Cremona nel 2012, e che potrebbe togliere. La visita degli ispettori è attesa per l’anno prossimo. Una lettera dell’Unesco arrivata tempo fa al sindaco Galimberti, inoltre, non è mai stata resa nota: contiene il motivo, forse un avvertimento, che ha spronato il Comune ad accelerare la corsa verso il marchio condiviso. L’Anlai, dopo aver proposto per anni innovazioni di rilievo, come l’università, sulla quale però lo Stato non ha voluto investire, ora segue dall’esterno le vicende comunali, con ammirazione per i molti liutai cremonesi di valore, ma anche con perplessità per le soluzioni proposte.

Paolo Zignani

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