Sarà un’invasione pacifica, colorata e fantasiosa quella del Comitato acqua pubblica del Cremonese domani pomeriggio nel cortile Federico II, durante il consiglio comunale che si aprirà con una comunicazione del sindaco Gianluca Galimberti che nessun cittadino potrà ascoltare, perché sarà pronunciata a porte chiuse, alla presenza dei soli consiglieri comunali. Si tratta di una comunicazione che riguarda i rapporti tra il Comune di Cremona e le partecipate A2A e Lgh, richiesta dalle opposizioni, dopo la censura dell’Autorità anticorruzione alla procedura scelta dal Comune per vendere le azioni di Lgh senza gara a evidenza pubblica. E’ possibile che, in seguito al pronunciamento dell’Anac la Corte dei Conti scelga di sanzionare sindaco e consiglieri favorevoli alla vendita delle azioni; possibilità che invece il sindaco di Crema Stefania Bonaldi smentisce completamente. Ma Giampiero Carotti e il Comitato acqua pubblica non perdonano: “Gestire i servizi fondamentali dei cittadini secondo le leggi del mercato – come afferma una nota diffusa stamattina – determina inevitabilmente l’azzeramento di ogni sia pur minimo livello di partecipazione e di trasparenza”. Il sindaco Galimberti viene contestato da Carotti per aver scelto di intavolare trattative “segrete”, o meglio “riservate”, con una società quotata in Borsa. Nello stesso cortile Federico II, a palazzo comunale, il comitato aveva protestato anni fa contro il tentativo del centrodestra di Massimiliano Salini di inserire un socio privato nella società di gestione del servizio idrico integrato. Le proteste sono tali che forse, domani mattina, i capigruppo decideranno di tenere aperte le porte, capovolgendo la decisione dell’ufficio di presidenza. Per il sindaco Galimberti, intanto, si prepara un’altra grana, perché è stata fissata per il 29 giugno la prima udienza per la richiesta di risarcimento danni intentata dalla Federnuoto, che sta per perdere la gestione della piscina comunale. L’amministrazione aveva sottoscritto una convenzione che prevedeva un contributo di circa 430mila euro alla Federnuoto, non versati in due anni: ora gli avvocati della Federazione citano in giudizio l’amministrazione chiedendo il rimborso di 879mila euro. Il Comune si era lamentato per la gestione, ritenendola inadeguata e decidendo infine di aprire un bando di gara. Sarà del giudice l’ultima parola.

Paolo Zignani

 

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