Cremona Non c’è mai stata così poca acqua in Lombardia, nemmeno nel 2007, l’anno della peggiore siccità, cui le statistiche guardano con timore. La Coldiretti emette un comunicato che vale un grido di paura, il bollettino idrico regionale dell’Arpa ha pubblicato i numeri della dura realtà: il totale della riserva idrica, che comprendo i laghi di Como, Idro, Garda e Iseo e i manti nevosi alpini, è inferiore del 45% rispetto alla media del decennio e del 9% rispetto al calamitoso 2007. L’ultimo dato reso noto ieri indica un totale di 1.086 milioni di metri cubi d’acqua, più di cento milioni in meno rispetto a dieci anni
fa. Come al solito a far le spese dell’inverno secco saranno le province del Sud della Lombardia, Cremona in particolare, perché situata a valle, costretta a irrigare per ultima. L’allarme siccità della Coldiretti vale per tutta la pianura padana e l’intera penisola, come dimostrano i 5,73 metri sotto lo zero idrometrico segnati dal Po, già vicino ai livelli dell’ultima magra estiva. In dicembre in Italia le precipitazioni sono diminuite del 67%: e proprio la Lombardia è nelle condizioni più critiche. Il Cremonese soffre: il bacino del fiume Adda ha diminuito le risorse idriche anche nell’ultima settimana di marzo e aprile è iniziato senza piogge: il meno 27% rispetto al 2007 fa paura, ma il bacino dell’Oglio sta ancora peggio, con un terzo d’acqua in meno. Tutti gli indicatori climatici preoccupano, e come nota la Coldiretti le temperature massime sono 2 gradi e mezzo sopra la media. In marzo le precipitazioni sono calate del 53% e tutta la
stagione fredda è stata avara di pioggia: solo 170 millimetri invece dei 350 che ci si aspettava secondo la media. Si conferma così la tendenza alla tropicalizzazione del clima,  e con un cambiamento rilevante nella disponibilità d’acqua. I danni del cambiamento climatico alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture sono costati 14 milioni di euro in dieci anni.

 

Paolo Zignani

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