Cremona Trenord non twitta più. Dopo aver annunciato il ritardo di un quarto d’ora del Cremona Treviglio delle 19.43 la sera del 14 aprile, la società dei treni lombardi non cinguetta più su Twitter, il canale usato dai pendolari per orientarsi nel deserto delle informazioni. Da allora i passeggeri sono stati indirizzati su alcune applicazioni realizzate con un nuovo investimento. Invece di riorganizzare gli
orari e prevenire una volta per tutte i ritardi, dovuti a cause che si ripetono periodicamente, come i guasti dei passaggi a livello o ai convogli in circolazione da quarant’anni, cambia il mezzo di comunicazione dei ritardi. Il 21 aprile, in compenso, sulla Mantova Cremona Milano, tra Marcaria e Castellucchio circolava un annuncio di 70 minuti di ritardo, mentre il giorno prima tra Pizzighettone e Codogno i viaggiatori dovevano aspettare 30 minuti più del previsto per un guasto agli impianti di Rfi. Le informazioni corrono con il passaparola, i gruppi Whatsapp o Facebook. La modernità dei trasporti ferroviari non va oltre i 70 treni diesel che si trovano del deposito di Cremona, sul totale dei 92 convogli mai sostituiti da quasi mezzo secolo. Sono i treni più inquinanti, che viaggiano per lo più sui binari bresciani, per trascorrere la notte e ripartire proprio da Cremona, la città più inquinata della Lombardia come risulta dai dati dell’Arpa dei primi mesi di quest’anno. Malgrado le promesse dell’assessore Alessandro Sorte e le richieste del Comune di Cremona, i motori meno ecologici non sono mai stati cambiati, e chissà se se ne
parlerà nell’assemblea degli azionisti di Ferrovie Nord, la società proprietaria di Trenord assieme alla Regione. Il Comune da parte propria ha organizzato il Repulisti Day, due giornate di pulizia straordinaria delle aree attrezzate della stazione, sabato scorso nelle aree davanti alle sedi di una concessionaria di automobili, delle Poste e all’ingresso carrabile della stazione, dove i viaggiatori lasciano solitamente le biciclette, e sabato prossimo nella zona del bar.

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