Grande sorpresa fra sindaci e ambientalisti che chiedono la cancellazione dell’autostrada Cremona Mantova: la società Stradivaria infatti ha proposto alla Regione di costruire l’infrastruttura ma in versione ridotta, di soli 63 chilometri, con un costo tagliato da 1.030 a 822 milioni. Il consigliere di Stradivaria Alessandro Pastacci ha illustrato questa proposta in un recente incontro a Mantova, per mostrare di aver recepito le richieste dei Comuni, che nelle due province di Mantova e di Cremona intendono costruire una serie di rotatorie, tangenziali e incroci canalizzati per migliorare la viabilità fattasi complicata e pericolosa. Stradivaria nel frattempo ha già consegnato alla Regione il nuovo studio sui flussi di traffico, tenendo conto dello scenario senza la Tirreno Brennero, esclusa dai programmi governativi del Def. La Tibre, per più di quarant’anni considerata strategica, per il collegamento col corridoio 5 Lisbona-Kiev, non si fa più, e quindi la Cremona Mantova perde 9 km. L’unica vera soluzione, per Cesare Vacchelli del comitato No autostrade Sì ferrovie, è contenuta nell’articolo 36 della convenzione sottoscritta da Stradivaria e dalla Regione: se la concessionaria della Cremona Mantova non ha le risorse per costruire l’opera, la convenzione decade e il progetto viene definitivamente cancellato. La serie di dichiarazioni alla stampa degli esponenti del Pd cremonese “lasciano il tempo che trovano: la viabilità locale è stata condizionata da un progetto negativo insostenibile sia economicamente che per l’ambiente”. La Regione dovrebbe allora dare il contributo di 108 milioni inizialmente destinato all’autostrada alla nuova società da formare assieme all’Anas per gestire 1.500 chilometri di strade. Così la provinciale 10 per Mantova tornerebbe statale e potrebbe essere riqualificata d’accordo con i Comuni, evitando anche un solo chilometro d’autostrada, eliminando così passaggi a livello, incroci pericolosi e attraversamenti di centri abitati. Le discussioni sulle autostrade hanno bloccato per 15 anni ogni possibile sviluppo della viabilità cremonese. La Regione Emilia Romagna ha chiesto e ottenuto dal governo di collegare Parma con la Cispadana, che arriverà fino al mar Adriatico con una superstrada, mentre la Tibre si ferma dopo 10 km fuori Parma. La richiesta di Cesare Vacchelli  è che Cremona esca definitivamente dall’ambiguità, rinunci all’autostrada e inizi finalmente a migliorare la viabilità esistente, sia stradale che ferroviaria.

Paolo Zignani

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