È tempo di bilancio per la Procura di Milano guidata da Francesco Greco. Quello di Resposabilità Sociale 2016 , redatto con il supporto scientifico di SDA Bocconi School of Management presentato, oggi pomeriggio, in Tribunale, mostra come la Procura sia pesantemente sotto organico: i tassi di scopertura registrati sono pari al 62% dei procuratori aggiunti, all’11% dei sostituti procuratori, al 20% di Vice Procuratori Onorari, al 40% del personale amministrativo”, a fronte di   46.051 notizie di reato verso soggetti-noti e 49.422 procedimenti sempre nei confronti di ‘soggetti-noti’, in linea con i dati 2015. L’organico dei magistrati, ridotto negli ultimi anni di ben 5 unità, vede oggi solo 3 procuratori aggiunti in servizio (1 in scadenza) e 68 magistrati (3 in congedo per maternità). Nel 2016 l’anno scorso c’è stata una riduzione del 40%, rispetto all’anno precedente, dell’utilizzo delle intercettazioni. In base ai casi giudiziari definiti con sentenza passata in giudicato, la Procura traccia anche una mappa della diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia, grazie alla disponibilità del mondo imprenditoriale, politico e delle professioni (cioè il cosiddetto capitale sociale della ‘ndrangheta), ad entrare in rapporti di reciproca convenienza con il sodalizio mafioso”. Ad oggi, “è stata accertata la presenza di cosche a Bollate, Cormano, Milano, Pavia, Corsico, Mariano Comense, Seregno- Giussano, Desio, Rho, Pioltello, Legnano, Erba, Bresso, Limbiate, Canzo e Solaro, Cermenate, Calolziocorte e Fino Mornasco”. Tra l’altro, la “Lombardia”, ossia la struttura di vertice della ‘ndrangheta sul territorio, “ha costanti rapporti con la Calabria”. Diminuiscono i reati fiscali anche a causa della “depenalizzazione”, dimezzandosi come per il reato di “dichiarazione fraudolenta per annotazione di fatture per operazioni inesistenti”. “Non sono ancora stati varati i provvedimenti sulla cosiddetta ‘digital tax’ che dovrebbe tassare i profitti delle società che operano sul web che oggi appare una sorta di ‘free zone’ fuori dal controllo antitrust, fiscale e della privacy che gli stati impongono ai normali cittadini e società”. La Procura sta portando avanti molte inchieste sui colossi dell’hi-tech tra cui i casi Apple e Google, con le due multinazionali che hanno, poi, versato all’Agenzia delle Entrate rispettivamente 318 e 306 milioni di euro. “Dai processi effettuati a Milano emerge che, tramite diversi sistemi, il reddito prodotto in Italia dai cosiddetti ‘Big-data’ viene trasferito in paesi della UE a bassa fiscalità dove, con favorevoli trattati contro le doppie imposizioni, vengono poi ribaltati in paradisi fiscali caraibici”. Altri dati, poi, dimostrano che c’è “un costante incremento delle denunce per maltrattamento”, mentre c’è “un calo, per la prima volta, delle denunce per violazione degli obblighi di assistenza famigliare e per stalking”. E’ boom dei reati commessi contro gli animali che hanno recentemente avuto un forte incremento a seguito dell’introduzione di norme sanzionatorie più gravi”. Un reato, questo, “che ha un forte impatto sull’opinione pubblica”.

Redazione

 

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