Trescore Cremasco Anche il comitato No Biogas di Trescore Cremasco parteciperà con un proprio banchetto e alcuni video alla festa comunale di domenica prossima 21 maggio, “Pane, salame e formaggio”, per mettere in primo piano i problemi ambientali legati alle centrali a biogas, dopo la serie di lamentele diffuse nella zona di via del Moso e in altri punti di Trescore, dove l’odore di digestato e il via
vai dei camion si fanno sentire di più, visto che gli impianti sono a ridosso delle abitazioni. Non sono state fatte segnalazioni al Comune: il comitato ritiene che il sindaco Angelo Barbati, dopo una campagna
elettorale dai tratti ambientalisti, sia in realtà difensore della famiglia di agricoltori fratelli Carioni, titolari dei biogas, anche tramite l’altra azienda agricola il Parco. Questione complicata, poiché l’attività dei fratelli Carioni è secolare. Il comitato, però, segnala i problemi ambientali; l’avvocato Cristina Mandelli lo ribadisce: “Non si può parlare di agroalimentare d’eccellenza se le aziende agricole inondano i campi di digestato contenente ogni genere di rifiuti, e in provincia di Cremona, cloruro ferroso/ferrico”. Le centraline elettriche a biogas, a Trescore due da 999 kilowatt, vengono alimentate con liquami e prodotti vegetali di scarto, compreso il mais. Il digestato è lo scarto della lavorazione delle centraline e
viene usato in agricoltura al posto del concime. Quindi i diserbanti e il glifosato si trovano nel digestato: di qui la protesta di chi non vuole che le aziende che usano il biogas siano considerate in linea con il biologico. Fra Trescore e Quintano i biogas sono ben cinque in pochi chilometri quadrati e uno nuovo è in costruzione a Cremosano, vicino al canale Vacchelli. Gli ambientalisti chiedono che la valutazione d’impatto ambientale sia unica, sul territorio, l’amministrazione provinciale però ha autorizzato le centraline una per una. I cinque nuovi biogas, autorizzati l’anno scorso, non sono ancora stati costruiti. C’è però un anno di tempo: se gli impianti saranno attivati, Trescore forse deterrà un record. Da parte sua l’Asl si è impegnata a eseguire uno studio epidemiologico sulla popolazione sei mesi dopo l’inizio delle
nuove attività.

 

Paolo Zignani

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