Sono state 26, delle 52 portate in Questura, le persone trattenute dopo il blitz di martedì scorso alla stazione centrale di Milano, in piazza Duca d’Aosta. Per alcuni sarà valutato il rimpatrio immediato da parte del giudice di pace. Altri invece saranno mandati al Centro di permanenza di Torino, dove rimarranno per 90 giorni, e dove sarà valutata la loro posizione. Il controllo di martedì, come specificato dalla stessa Questura, rientra in un’attività prevista anche per i prossimi mesi. Ma, nonostante si tratti di un’attività di controllo del territorio per deballare spaccio e furti, il blitz continua a far discutere. “Certamente un maggior controllo della stazione e di piazza Duca d’Aosta è necessario – ha detto il sindaco Giuseppe Sala – però sull’operazione specifica siamo stati avvisati all’ultimo momento, quindi parlerò con il questore anche per capire i risultati che sono stati ottenuti”. Il sindaco ha spiegato che parlerà anche con il prefetto Luciana Lamorgese per capire “che senso aveva l’operazione: se era estemporanea legata anche agli incidenti che ci sono stati oppure un primo passo di una strategia diversa”. Di diversa opinione l’assessore comunale alla polizia locale, Carmela Rozza, che annuncia un incontro operativo per la settimana prossima. Ma a scatenare le polemiche nei confronti di Palazzo Marino è ancora una volta il leader della Lega Nord, Matteo Salvini secondo il quale “è incredibile l’atteggiamento del sindaco Sala che invece di complimentarsi con le forze dell’ordine per l’operazione di pulizia alla stazione centrale, si lamenta per non essere stato avvisato per tempo. “Personalmente ringrazio il questore e ogni singolo poliziotto”, aggiunge Salvini che ora spera che le “stesse operazioni di pulizia di massa avvengano in decine di periferie milanesi”.

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