Cremona Ieri Alessandro Carpani, della Lega Nord, ha presentato un ordine del giorno sugli immobili di proprietà comunale dove sono insediati i centri sociali, il Dordoni in via Mantova e il Kavarna al Cascinetto di via Maffi. Il sindaco Gianluca Galimberti aveva dichiarato di non voler più rinnovare la convenzione con i centri sociali, dopo i disordini del 24 gennaio 2015, in occasione della manifestazione nazionale che ha visto intervenire i black block, con il risultato di un’ampia opera di devastazione e due processi ancora in corso, nei quali l’amministrazione si è costituita parte civile. La Lega sprona il Comune ha tornare in possesso dei suoi immobili. La replica del sindaco però è circostanziata, poiché tiene conto della necessità di intervenire d’accordo con le forze dell’ordine, per l’obiettivo di tutelare la sicurezza e di non generare ulteriori tensioni sociali. Dunque sgomberare i centri sociali sembra tutt’altro che all’ordine del giorno. Il sindaco ha rivendicato ieri altri meriti, come quello d’aver conquistato e mantenuto equilibrio in questi due anni e mezzo. Sono stati evitati conflitti e tensioni che potessero mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, ed è stato valorizzato l’impegno delle forze dell’ordine e della stessa polizia locale del Comune, che s’è vista devastare la sede di piazza della Libertà, mentre cercava di evitare i danni legati alla manifestazione. Galimberti ha messo in evidenza la “durezza delle azioni messe in campo”. Le convenzioni con i centri sociali, della durata di sei anni, non sono però state disdette per tempo: inoltre lo sgombero appare complicato in zone così popolose e trafficate. I costi di una ristrutturazione dell’attuale sede del Dordoni, poi, sarebbero elevati. Forse per questi motivi il Dordoni si ritiene al sicuro, ancora “per parecchi anni”.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata