Il finanziamento regionale di quattro milioni e 263mila euro per l’ospedale Maggiore di Cremona permette di iniziare ad evolvere i servizi sanitari e assistenziali per i malati cronici, oltre ad
acquistare apparecchiature per diversi reparti e a potenziare l’attività di largo Priori. Aprirà infatti, nell’ex palazzina della riabilitazione dismessa fra mille discussioni alcuni anni fa, un presidio territoriale che offrirà 23 posti letto per i cronici, categoria che comprende ben 283mila persone, la maggioranza degli
abitanti della provincia. I più gravi tra loro, nel solo distretto cremonese, sono ben 3.422 e in buona parte si tratta di single. Da tempo quindi la Regione e le strutture sanitarie stanno cercando di riorganizzare e migliorare i servizi, per ridurre i costi e i tempi, e affrontare la crisi demografica legata all’invecchiamento della popolazione e alla maggiore domanda di cure mediche. Il nuovo presidio territoriale, dedicato ai pazienti appena dimessi o a chi ha subito uno scompenso non acuto, è quindi un’alternativa al ricovero
ospedaliero, che funzionerà grazie alla collaborazione con i medici di base associati in gruppi, secondo la tendenza che si sta affermando, anche in seguito alle pressioni degli enti locali. La commissione welfare del Comune di Cremona, assieme all’Ats e all’azienda di largo Priori, ne ha recentemente discusso. L’obiettivo è la continuità di cura del paziente, fra ospedale e territorio, con la collaborazione degli ambulatori specialistici e diagnostici, superando le divisioni organizzative del passato, allo scopo di dare le stesse informazioni sul paziente al medico di base, agli specialisti e agli ospedalieri. Il presidio territoriale viene finanziato dal Pirellone con 372mila euro. Anche l’investimento di 1 milione e 915mila euro, destinato al miglioramento dei sistemi informatici, ha l’obiettivo di integrare i servizi sanitari in un unico percorso. Il percorso di diagnosi e cura sarà infatti sempre accessibile, tramite la condivisione della
cartella clinica informatizzata, a tutti gli operatori sanitari che si occuperanno, a diversi livelli e in ambulatori e strutture diverse, del medesimo paziente. La riforma sociosanitaria lombarda, approvata
dal consiglio regionale due anni fa, inizia a tradursi sensibilmente in realtà. L’ospedale Maggiore, con il finanziamento ottenuto, potrà inoltre acquistare un tomografo computerizzato, per eseguire scansioni
e ricostruzioni a 2 e 3 dimensioni di ogni parte del corpo a eccezione del cuore, e una risonanza magnetica di nuova generazione.

 

Paolo Zignani

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