Cremona. Il Comune ha tentato di salvare la “Festa dei vicini”, che doveva svolgersi nell’ultimo fine settimana, rinviandola al 18 giugno, con i suoi 110 stand, i 30 tavoli e un furgone per la vendita di panini e cibo da consumare in strada, ma il comitato dimissionario del quartiere Po non accetta, e anche Stefano Bocci, che pure ha dato le dimissioni in forma differenziata, rispetto ai colleghi del direttivo, considera l’offerta dell’amministrazione come una “concessione” da respingere, senza “inchinarsi”, anche se si tratta di una “piccola vittoria” del comitato di quartiere. Il 18 giugno farà troppo caldo. Forse nemmeno Bocci si presenterà all’incontro proposto dall’assessore Rosita Viola: il direttivo dimissionario, che dovrà essere rinnovato con nuove elezioni di quartiere, teme che la Festa sia saltata per non disturbare altre manifestazioni alle quali il Comune è molto più interessato, oppure per gli sgarbi tra un assessorato e l’altro o per un’eventuale ostilità verso l’ex presidente, che era candidata con il centrodestra. L’email che ripropone la Festa dei Vicini è arrivata ieri dal Comune alla presidente dimissionaria Maria Luigia Bernuzzi, che non intende accettare. Dopo le aperture dell’amministrazione Galimberti ai comitati di quartiere, promossi dalla giunta Perri, per il Comune la situazione è imbarazzante. Ogni comitato doveva essere seguito da un consigliere comunale, che però nel quartiere Po non s’è mai visto. I rapporti fra comitati e amministrazione dovevano essere aperti e diretti, spesso però la presenza della giunta in mezzo ai cittadini e ai problemi della vita quotidiana viene invocata senza successo. E torna la questione della trasparenza, come fa notare Stefano Bocci: il vigile di quartiere e il vicecomandante della polizia locale hanno fatto un sopralluogo prima della festa, e non c’erano sentori di un diniego all’autorizzazione, per la presenza di bombole di gpl, area troppo ampia e documenti non presentati. “Siamo solo volontari, non siamo esperti nell’organizzazione di feste e sagre – come ha fatto notare Stefano Bocci – il Comune quindi poteva aiutarci”. La questione allora è quanto sia difficile collaborare con il Comune, malgrado programmi e proclami. A quanto pare “alcune associazioni onlus sono tenute in considerazione, i comitati meno”. No dal quartiere Po anche al rinvio delle dimissioni, in modo da indire le elezioni a settembre, assieme agli altri cinque comitati in scadenza.

 

Paolo Zignani

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