Discussioni e critiche sembrano non abbandonare mai la

rigenerazione urbana, che pure, oltre a una miriade di spettacoli in
strada, prevede interventi di miglioramento dell’arredo urbano. Nei
giardini del Vecchio Passeggio, però, l’impianto di irrigazione non
funziona più, anzi è pericoloso per le carrozzelle dei disabili, visti
gli spuntoni che fuoriescono dal terreno, come ha notato Luigi Amore
di Obiettivo Cremona. Poi quei sedili in stile Lego disseminati per
corso Garibaldi vengono usati per fare curiosi concertini notturni che
ai residenti danno fastidio. Tanti dettagli non vanno, come insiste
Amore, ad esempio quei finti cestini che si trovano sotto i cartelli
della segnaletica, usati per l’immondizia proprio perché i passanti
non trovano più i cestini di una volta, nuovi ma spostati. Alla
grillina Lucia Lanfredi via Goito non sembra adatta a ospitare il
plateatico se non d’estate: d’inverno gli studenti non vi si
fermerebbero proprio. Francesco Zanardi invece vedrebbe bene nella
stessa via un parcheggio ad alta rotazione, dato che non se ne trovano
facilmente. Il Comune collocherà comunque una pavimentazione leggera e
farà disegnare un dipinto murale, nella convinzione che vi transitino
numerosi turisti fra il museo civico e la casa nuziale di Stradivari.
Altri murales vengono proposti, dopo quelli di via Vecchia Dogana,
nella speranza di attrarre l’interesse dei giovani.
Anche quest’anno sono state messe in programma dall’assessore Barbara
Manfredini svariate iniziative di rigenerazione urbana: concerti dalla
casa di Stradivari e in largo Boccaccino, spettacoli di danza in
centro e anche ballo liscio nei quartieri. Una molteplicità di
iniziative spesso considerata festaiola e inutile, visti i problemi di
arredo urbano, se non di degrado dei quartieri. Lo stesso Paolo
Carletti, della maggioranza, ha notato le pessime condizioni del non
quartiere che si trova dietro il Penny Market, una zona priva di punti
di ritrovo e senza un filo conduttore. I quartieri richiedono diversi
interventi di ristrutturazione o rammendo delle periferie ma
l’amministrazione insiste nell’organizzazione di concertini e ritrovi.
Non mancano interventi pesanti come il piano di lavori per San Felice,
da sette milioni di euro, compresi i contributi regionali. La
rigenerazione urbana è costata 182mila euro in due anni, dai tempi
delle strisce blu di corso Garibaldi in poi, e tanti domandano a che
cosa mai possa essere servito in anni di crisi occupazionale.

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