Decine di Comuni dell’area cremasca hanno fatto ricorso al Tar per non pagare la tassa di bonifica richiesta con agenzia di riscossione dal consorzio Dunas, chiamando in giudizio Regione e Dunas, ma anche il Comune di Cremona.  Il se ne lava le mani, anzi si contrappone in giudizio contro gli altri enti locali e alcuni privati. L’assessore al sottosuolo Alessia Manfredini, rispondendo alla grillina Lucia Lanfredi, mette in chiaro che l’amministrazione non è mai stata interpellata in proposito e nemmeno informata degli studi di Angelo Agostini, uno dei consulenti dei Comuni. Agostini sostiene che il piano di classificazione dei contribuenti del Dunas è stato fatto prima del piano delle opere: il Dunas decide insomma chi deve pagare e quanto, prima di dire per che cosa. L’importo inoltre dipende solo dalla rendita catastale, senza riferimento ad alcuna opera di bonifica. Il Comune di Cremona, però, ribadisce che la competenza è della Regione e che non ha ricevuto alcun documento in proposito. Interessante è il fatto che l’amministrazione cittadina rivendica di essersi curata direttamente dell’azione di tutela del proprio territorio con l’aiuto della Regione, finanziando e realizzando gli scolmatori Ovest e Nord, che coprono la quasi totalità del territorio comunale. Quindi nemmeno Alessia Manfredini, sulla base delle proprie conoscenze, riconosce un gran debito della città verso il Dunas. Per lo smaltimento delle acque bianche e nere, poi, Cremona si avvale di Padania Acque: il Dunas è marginale in un centro urbanizzato, anche se storicamente la bonifica dei terreni ha reso abitabile Cremona. Allora chi beneficia dell’attività di bonifica del Dunas? Lucia Lanfredi aveva chiesto al Comune di schierarsi fra i ricorsisti, che chiedono che il balzello sia pagato solo da chi beneficia della bonifica, e chi vuole ampliare la platea dei contribuenti. Il Comune di Cremona non prende una posizione così netta ma non sostiene il Dunas, anche se contrasta i ricorsisti solo perché da loro chiamato in giudizio e indica la precisa competenza della Regione. Il territorio quindi è diviso: dopo 600 firme raccolte dai ricorsisti a Crema, dove contro la tassa sulla bonifica si sono uniti centrodestra, Rifondazione e 5 stelle, il Comune di Crema non entra in giudizio e Cremona si limita a difendersi. Nel frattempo il Tar ha negato la sospensiva.

Paolo Zignani

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