“Abbiamo viaggiato per 24 giorni, abbiamo attraversato tutta l’Italia e siamo arrivati all’ultima tappa all’ombra della Madonnina, un’iniziativa, quella del Centro diagnostico italiano che ha avuto un grande successo. Ci siamo concentrati sullo screening di tre test: l’epatite C, il diabete e la diatesi emorragica”. Il dottor Fulvio Ferrara, direttore del servizio integrato di medicina di laboratorio e anatomia patologica del Centro diagnostico italiano, ha riassunto così, in occasione dell’ultima tappa del Giro d’Italia a Milano, il percorso che, insieme alla corsa rosa, hanno fatto anche i mezzi del CDI, impegnati nella sensibilizzazione e nella prevenzione delle tre patologie. Per il centro, l’occasione del Giro d’Italia è stata importante soprattutto per poter andare sul territorio e incontrare le persone, e diffondere, anche in contesti non ospedalieri, la cultura della prevenzione. “Lo screening dell’epatite C in cui credevamo molto – ha aggiunto il dottor Ferrara – ci ha dato grandissime soddisfazioni, oltre mille test eseguiti, con una positività come dato preliminare di persone che non sapevano di essere affette da questo tipo di patologia intorno all’1%”. In totale, attraverso la Penisola, sono stati eseguiti quasi 1600 test, utili, assicurano i promotori, anche per mettere a fuoco nuovi progetti del Centro diagnostico italiano.

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