La contaminazione delle acque è uscita dal sito dello

stoccaggio e della centrale 2 della Stogit di Sergnano, come dimostra
il rapporto dell’Arpa datato 4 settembre 2013, di cui ha parlato il
consigliere d’opposizione Enrico Duranti nell’ultimo consiglio
comunale, per chiedere una verifica. Dove la contaminazione sia
arrivata però non si sa ancora con certezza, nemmeno dopo anni. Le
sostanze inquinanti, per effetto della situazione idrogeologica di
Sergnano, sono state trasportate da quello che in gergo tecnico si
chiama “plume” o “pennacchio”, cioè da una parte di un acquifero
sotterraneeo che le veicola. Nella campagna di controlli condotta nel
luglio di quattro anni fa da Arpa e Stogit la contaminazione, secondo
12 campioni di terreno prelevati, non superava i limiti nel terreno
all’interno dell’area della Stogit. Tutt’altra la situazione
dell’acqua. Due strumenti di rilevazione, i piezometri P1 e MP2,
indicavano una “forte passività ambientale” a causa della presenza di
idrocarburi totali e di benzene nelle acque sotterranee all’interno
dell’area Stogit. Per questo l’Arpa ha voluto verificare la situazione
a valle della Stogit, cioè verso Pianengo e Crema, per constatare con
il nuovo piezometro p5 se le sostanze inquinanti si fossero spostate,
come in effetti è risultato.
A questo punto però né l’amministrazione provinciale, che ha potere
decisionale, né il Comune di Sergnano hanno ritenuto di effettuare
controlli sui pozzi pubblici e l’acquedotto vicino, come invece ha
richiesto Enrico Duranti. L’Arpa ha chiesto alle autorità un piano di
monitoraggio esterno allo stoccaggio: tutto si è fermato dopo la messa
in sicurezza. I dati sulla presenza di benzene e idrocarburi però sono
molto elevati e i dubbi sono rimasti. Quindi Duranti chiede al Comune
di ottenere da Padania Acque i dati della qualità dell’acqua di tutti
i pozzi pubblici che dal 2000 ad oggi si trovano nel raggio di due
chilometri di larghezza e otto di distanza, dunque Crema compresa. La
questione dovrebbe essere discussa in una conferenza dei servizi
provinciale. Il comitato No Gasaran sarà invitato come associazione a
partecipare per la prima volta, pur senza diritto di parola, a una
vicenda che è iniziata sedici anni fa. Si tratta di inquinamento delle
acque ma non risulta dai documenti ancora una soluzione definitiva, né
nell’area della centrale 1 né in quella della centrale 2. Il sindaco
Gianluigi Bernardi nega che vi siano problemi nelle aree esterne alla
Stogit ma acconsente per la prima volta a un confronto in conferenza
dei servizi.

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