Cremona. Era stata messa a gara una concessione autostradale, quella dell’A21, e il risultato è che ce ne sono due. La società del gruppo Gavio Autovia ha appena firmato la convenzione con il ministero per subentrare a Centropadane, la quale ora si reinventa ponendosi come obiettivo esistenziale, di vita o di morte, la realizzazione della Cremona Mantova, come dice lo statuto. Centropadane aveva lo scopo di eseguire opere pubbliche e distribuire dividendi agli enti locali di Cremona, Piacenza e Brescia, mentre Gavio non ha questo legame con il territorio, che però continua ad avere necessità di sostegno da parte delle sue partecipate. Il risiko autostradale si complica: Gavio è entrato in Brebemi, Teem, Pedemontana e ha il 25% della società cremonese e bresciana, ed è più forte di prima: chissà come farà Cremona a ottenere di più per il territorio da uno dei re delle autostrade italiane, che pure ha vinto la gara per l’A21 anche grazie all’indebitamento del concessionario uscente. Centropadane alla Cremona Mantova potrà insistere su progetti come il terzo ponte sul Po per ritagliarsi un nuovo ruolo fra Mantova Cremona e Brescia. Dario Balotta di Legambiente Lombardia constata una proliferazione di società di gestione autostradale e logistica, come Alot, che gestisce e aeroporti, ma ancora a contatto con la politica, senza che si mantenga un ambito chiaramente separato fra gestione privata e indirizzi dettati dalla pubblica amministrazione. Così Legambiente vede affermarsi apparati societari che si autogiustificano senza però che ci siano tutele per l’ambiente: saranno quindi chieste nuove piantumazioni e pannelli antirumore lungo l’A21, ma anche una riduzione dei pedaggi, dato che l’autostrada ha ormai 47 anni e il costo è stato ormai ammortizzato. Da parte propria, l’ente Provincia di Cremona potrà incassare i 4 milioni e mezzo attesi da Centropadane per migliorare il bilancio in grave difficoltà.

 

Paolo Zignani

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