E’ emergenza migranti a Milano. a intervenire sulla questione oggi il sindaco Giuseppe Sala che ha definito sbagliata l’ipotesi di un blocco navale. “È giustissimo fare la voce grossa in Europa” ha ribadito il primo cittadino che però è tornato su quella che considera la criticità principale ovvero la mancanza di un piano nazionale per la gestione dell’immigrazione e dell’integrazione. “Non capisco” ha proseguito sala “come, da un giorno con l’altro, senza avere discusso una alternativa, si rischi di sbandare da questo punto di vista, con questa proposta”. Una linea la sua che rischia di vacillare dopo le elezioni amministrative di domenica scorsa che hanno consegnato la città metropolitana in gran parte al centrodestra. Sono stati 6 importanti comuni dell’hinterland milanese ad aggiudicarsi la guida del centrodestra e questo ribaltone politico può avere pesanti ripercussioni anche sul modello Milano sul tema migranti. A comunicare l’inversione di tendenza è stato il segretario della Lega Nord Paolo Grimoldi che tuona: «I nuovi sindaci della Lega Nord, esattamente come i loro colleghi già in carica prima di questa tornata, confermeranno il loro no, inderogabile, all’arrivo su base volontaria di immigrati richiedenti asilo nei loro territori». Più sfumata è invece la posizione di Forza Italia. «Il nostro è un approccio di buonsenso — spiega il coordinatore provinciale Fabio Altitonante —. Nel programma comune della coalizione, uno dei punti fondamentali era di ridiscutere il protocollo. Ora ogni sindaco valuterà». Il 18 maggio scorso furono in 76 a firmare il documento voluto dal prefetto Luciana Lamorgese. E nel corso delle settimane se ne aggiunse un’altra manciata, fino a superare le ottanta adesioni. I primi effetti si sono fatti sentire da subito, con un centinaio di profughi distribuiti nell’ultimo periodo nei Comuni firmatari. Ora però qualcuno potrebbe fare retromarcia. I possibili «ribelli» sono i protagonisti della recente vittoria del centrodestra. Uno scenario che preoccupa il sindaco sala “È chiaro che l’aria che si sente, e lo si è visto anche dal voto, mette l’immigrazione al centro e buona parte della popolazione ha un atteggiamento critico – ha concluso -, però chi fa politica deve avere la sua responsabilità. Quindi diciamo con chiarezza cosa vogliamo fare». Di parere esattamente opposto il governatore lombardo Roberto Maroni, favorevole al blocco. «Me lo auguro, è una cosa che avevo fatto anche io da ministro dell’Interno, ma dubito che questo governo riesca a farlo al di là dei proclami. Se lo fa bene – ha concluso – è la cosa giusta da fare.

 

 

 

 

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