Gli investigatori della Squadra mobile hanno fermato un sudamericano di 29 anni, nel suo appartamento milanese, per lesioni gravissime, attorno alle 4.30 della scorsa notte. Gli elementi raccolti finora non lascerebbero dubbi sulla sua responsabilità. Secondo la ricostruzione, l’architetto 43enne aveva parcheggiato a pochi passi dal luogo del misfatto dove aveva appuntamento col suo aggressore, un cittadino di origine brasiliana di 29 anni, che avrebbe portato con sé dell’acido comprato al supermercato. I due avrebbero iniziato a discutere perché il brasiliano, come ha fatto mettere a verbale, ha detto che la vittima lo costringeva a prostituirsi con altri per incassare soldi e, se non l’avesse fatto, avrebbe diffuso foto che lo riguardavano online. Una versione che dovrà essere verificata da inquirenti e polizia ma l’accusa, nei suoi confronti, resta di lesioni gravissime. L’architetto, in passato, in base alle prime informazioni, avrebbe esercitato anche la professione d’insegnante una decina d’anni fa e, proprio all’epoca, pare sia stato coinvolto in una vicenda personale molto complicata che l’aveva portato a processo. Sarebbe stato accusato di calunnia aggravata, ingiurie e diffamazioni per aver cercato di separare una coppia di giovani attraverso volantini e lettere anonime in cui criticava i comportamenti sessuali di lui e additava lei come spacciatrice. In seguito a questa vicenda sarebbe entrato in crisi. Ora, è ricoverato per le ustioni al collo e al busto in ospedale Niguarda,e non è in pericolo di vita.

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