La Lac, Lega per l’abolizione della caccia, la Lav, Lega antivivisezione, l’Enpa, Ente nazionale protezione animali e la Lipu, Lega italiana per la protezione degli uccelli sono le associazioni che hanno presentato in queste ore un ricorso al Tribunale amministrativo regionale lombardo chiedendo l’annullamento, previa sospensione, del decreto regionale che ha autorizzato per 5 anni, 365 giorni all’anno e senza limiti orari , i cacciatori dell’Atc unico di Brescia all’abbattimento delle volpi, adulti e cuccioli. La strada giudiziaria si è resa necessaria a fronte di un provvedimento che lascia allibiti: la Regione Lombardia, infatti, ha avvallato in blocco tutte le richieste dell’Atc facendole proprie e si è dimostrata finora sorda alla mobilitazione popolare nata in seguito al decreto. L’udienza relativa al ricorso è calendarizzata a fine luglio, e intanto è necessario ricordare che il massacro sta avvenendo sulla base di dati inesistenti: la consistenza della popolazione di volpi nel Bresciano è sconosciuta, non esistono motivazioni sanitarie o di sovrappopolazione e i risarcimenti richiesti per danni alle colture agricole e agli allevamenti sono pari a zero. Le uccisioni in atto non hanno fondamento scientifico o motivazione se non quella, tutta da dimostrare visto che non ci sono dati, di garantire ai cacciatori soci dell’Atc qualche fagiano o lepre in più da abbattere durante la stagione venatoria. L’unica verità scientifica è invece rappresentata dal fatto che questo canide è utile alla biodiversità, è predatore naturale di ratti, topi e anche nutrie. Il decreto prevede inoltre la pratica degli abbattimenti in tana, la cui attuazione prevede la morte delle volpi spesso per sbranamento, la morte dei cuccioli abbandonati o anch’essi sbranati dai  cani. I cacciatori incitano infatti i loro cani addestrati ad infilarsi nelle tane e ne nascono combattimenti sanguinosi ingaggiati dalle madri nel tentativo di difendere i piccoli. Sono state raccolte in queste settimane, attraverso la petizione lanciata dalla Lac (sulla piattaforma di change.org «Fermiamo subito il massacro della volpe in tana»), oltre 78.000 firme di protesta, ma nonostante appelli, interrogazioni regionali, parlamentari e interventi di esperti, la Regione continua ad accontentare una minoranza armata in via di estinzione annoiata dal silenzio venatorio, e a far infuriare la maggioranza dei cittadini contrari a queste barbare e ingiustificate uccisioni.

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