Prima la promessa di una rotatoria da parte dell’amministrazione Perri, poi le ironie dell’opposizione del centrosinistra (“una rotonda sul mare e un’altra sul Maris”) e di nuovo una promessa di rotatoria, questa volta dal centrosinistra, ma la situazione della viabilità del quartiere Maristella è ancora esemplificata dal semaforo che da due settimane dà lo stesso segnale: giallo intermittente, fare attenzione. Arriva un pedone ed esita prima di attraversare la via Persico davanti al bar. Chi ha la precedenza col giallo? Sono state fatte segnalazioni, sono venuti dei tecnici, ma il Maristella aspetta ancora, pur dopo le promesse dell’assemblea di dicembre, quando con gli abitanti del quartiere si era confrontata la giunta. L’autovelox è stato tolto, come promesso, e l’affitto dell’apparecchio non è più stato rinnovato dal Comune, da qualche tempo però le automobili sono tornate a sfrecciare su via Persico, il lungo rettilineo che attraversa il Maristella verso Persichello e Persico Dosimo. Le soluzioni al vaglio della giunta Galimberti sono diversi: la fatidica rotatoria come estremo rimedio, se la serie di opere per la sicurezza stradale non basterà, dopo i tre attraversamenti pedonali nuovi o più protetti e il nuovo semaforo tra via Persico e via Santa Cristina. L’anno scorso i lavori sono costati 100mila euro. L’obiettivo, da anni, è sempre lo stesso: ridurre la velocità in via Persico, un obiettivo sentito dagli abitanti del Maristella, che nel marzo 2016 hanno sostenuto con 140 firme in due settimane la petizione del presidente di quartiere Giovanni Cavallieri. Con la stessa prospettiva di una maggiore sicurezza è stato attivato dal Comune il controllo del vicinato, con il coordinamento della polizia locale e la partecipazione dei residenti. In attesa di sapere se i semafori saranno sincronizzati alla velocità di 45 o 50 chilometri orari, formando così la cosiddetta onda verde, oppure se diventeranno intelligenti, regolati sulla velocità dei veicoli e le richieste dei pedoni, rimane la perplessità di sempre davanti al giallo eterno.

Paolo Zignani

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