Esplode a Milano la voglia di godersi Navigli e Darsena in questa calda estate. Lunedì il consigliere Enrico Marcora della lista civica legata al sindaco “Noi, Milano”, compirà un gesto simbiolico tuffandosi nelle acque del canale. Lo farà per rilanciare la proposta di rendere regolamentata la balneazione dei Navigli. In realtà la pratica è da sempre diffusa in barba al divieto e divide il popolo milanese in favorevoli e contrari. Qualcuno dice che le acque sono pulite e quindi perché no qualcuno dice che il prioblema è la sicurezza. “Servirebbe una squadra di bagnini per controllare che nessuno si faccia male”, dichiara il presidente della Canottieri san Cristoforo che ha organizzato alcune edizioni del “Cimento invernale”, una gara di nuoto nei Navigli inaugurata nel 1895 . Un evento eccezionale però con tutta l’organizzazione che serve e non la quotidianità.

Fa parte del primo gruppo Marcora che propone una “balneazione regolamentata e responsabile in alcune zone”, ad esempio nella parte di Darsena più vicina a Porta Genova, verso il tratto finale di viale d’Annunzio: “Si potrebbe provare nel fine settimana ad orari prestabiliti”, dichiara, promettendo che porterà la proposta con una mozione in Consiglio nelle prossime settimane. E intanto invita i colleghi del gruppo e di qualche altro partito ad unirsi al suo tuffo.
Sul fatto che le acque dei Navigli siano pulite, garantisce il direttore generale del Consorzio Villoresi Laura Burzilleri. “Sono pulite- spiega- perché arrivano dal Ticino e vengono utilizzate per l’irrigazione dei campi”, tuttavia nel tratto cittadino devono fare i conti con le nutrie e le cugine pantegane, con le alghe che proliferano nel ristagno del porto e con i rifiuti che la movida notturna riversa nel canale.

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