Il progetto ha un obiettivo, ossia arrivare ad aprire integralmente i Navigli, che negli anni sono stati interrati, per 7,7 chilometri. La prima fase di lavori, che si concluderà nel 2022, si appoggerà anche sui cantieri della M4 perché, per alcuni tratti, si affiancano ai canali interessati. I costi per la prima riapertura sono di 150 milioni circa e il primo cittadino ha detto che verranno recuperati dai bilanci, anche se si conterà sulla generosità dei privati. L’intera operazione potrebbe costare 500 milioni ma si deciderà più avanti sulla seconda parte, anche perché prima la città dovrà digerire il primo passaggio in termini di viabilità e opere. Ma l’intenzione della Giunta è quella di arrivare a una riapertura integrale. Nello specifico, la prima fase di lavori prevede la riapertura di cinque tratti di canali che insieme fanno 2 chilometri. Il primo tratto è quello della Martesana in via Melchiorre Gioia, lungo 850 metri. È quello che avrebbe meno impatto sul traffico perché rimarrebbero due corsie di viabilità in una direzione e nell’altra sacrificando solo i parcheggi laterali. Il secondo tratto è già scavato, si tratta di Conca dell’Incoronata – San Marco dove ci sono le porte di Leonardo. Ha una lunghezza di 230 metri. La tratta Sforza – Policlinico è la più complessa invece: qui ci si appoggerà sui lavori della M4 dove ci sarà una fermata. Il canale qui sarà lungo 410 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza. Anche nel tratto di piazza Vetra ci si appoggerà sui cantieri della M4, qui il canale sarà di 300 metri verso corso di porta Ticinese. Rimarrà un senso di marcia per la mobilità. Infine il tratto più vicino alla Darsena quello della conca di Viarenna, sarà lungo 260 metri. Questa prima fase, ha spiegato il sindaco, da un lato è preliminare alla seconda, ma se ci si dovesse fermare per varie ragioni avrebbe comunque un senso come operazione in sé. Poi, sulla possibilità di indire un referendum per consultare i cittadini sulla questione, Sala ha detto che “una fase di consultazione ci sarà ma se si farà un referendum lo deciderà a settembre il Consiglio comunale, anche valutando i costi. E’ stata valutata anche la possibilità di appoggiarsi al referendum per l’autonomia della Lombardia del 22 ottobre, ma i tempi sono troppo stretti. I lavori per questa prima fase “potrebbero partire tra circa un anno, dopo la conclusione del progetto finale e se saranno fatte tutte le approvazioni politiche.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata