Brescia. Si è aggravato il bilancio dell’incidente avvenuto sul ghiacciaio della Presanella e che ha sconvolto non solo la località bresciana di Sale Marasino, da cui provenivano le vittime, ma tutta la comunità di Brescia. L’ultimo a perdere la vita, dopo Raffaella Zanotti, 41 anni, e Luciano Bertagna, 45, quest’ultimo conosciuto nel mondo del motociclismo perché era stato meccanico personale di Max Biaggi, è stato Cesare Ziboni, di nemmeno 14 anni. Il padre, ricoverato in rianimazione a Brescia, ieri è stato informato della morte del figlio e, subito dopo, è stato sottoposto a un intervento chirurgico urgente. Dopo il risveglio ha firmato il consenso alla donazione per i prelievi degli organi non danneggiati dal trauma. La collaborazione tra l’ospedale Santa Chiara di Trento e gli Spedali Civili di Brescia, riferisce l’azienda sanitaria trentina, ha permesso di informare costantemente il padre sulle condizioni cliniche del figlio e ha realizzato il desiderio della famiglia di donare gli organi del ragazzo. Dimesso ieri invece il giovane di 21 anni ricoverato in Trentino, fratello dell’adolescente morto. Restano ancora ricoverati nei reparti di ortopedia, chirurgia e chirurgia pediatrica altri tre feriti: un uomo di 47 anni, amico del gruppo, una donna di 37 anni e il figlio, anche lui non ancora 14 anni, mentre il marito, 45 anni, si trova ricoverato in Alto Adige. Non risultano in pericolo di vita. Nel frattempo, emergono altri particolari sulla tragedia: Erica, ad esempio, ancora sotto choc per l’accaduto, ha riportato la frattura della tibia e dei legamenti, si sarebbe salvata perché, dopo lo scivolone, era rimasta attaccata con lo zaino a uno sperone roccioso e suo figlio, più sotto, la rassicurava dicendole di essersi solo rotto una gamba. Nel frattempo, anche il sindaco di Sale Marasino, Marisa Zanotti, commossa, fatica a trovare le parole e, per dare un segno di vicinanza alle famiglie, dichiarerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata