Suscita perplessità in Prefettura le dichiarazioni del sindaco di Castelvisconti, Alberto Sisti, che minaccia dimissioni da tutte le cariche, quindi anche come consigliere provinciale e rappresentante del presidente, se nel suo paese saranno organizzate forme di accoglienza per i profughi. In realtà la Prefettura non sta prendendo decisioni in questi giorni: se Castelvisconti sarà ritenuto idoneo, utilizzando ad esempio una casa non abitata in base a un primo accordo con la proprietaria, dettasi disponibile, i profughi accolti saranno comunque sei e saranno collocati in base a condizioni di accoglienza oggettive, e la scelta non sarà determinata dalle dichiarazioni del sindaco, che manifesta un’opposizione preventiva, in modo più o meno simile a tutti gli altri sindaci della provincia di Cremona. Nell’abitazione di Castelvisconti, disabitata da anni, gli allacci di acqua,luce e gas sono già stati fatti. Tutto pronto, dunque?
La Prefettura fa sapere di non aver ancora deciso nulla e che Castelvisconti non è un candidato prescelto. Le previsioni della Prefettura di corso Vittorio Emanuele II, rese note in gennaio, sono di ospitare in forma di prima accoglienza 1.500 migranti nel corso del 2017, con una spesa di 14 milioni e 400mila euro. A Castelvisconti si è tenuta un’assemblea con 85 partecipanti, in seguito a una petizione sottoscritta da 180 persone, su un totale di 300 abitanti, per dire no all’arrivo dei profughi. Alberto Sisti indica Cremona come sede per le attività di accoglienza, quando il capoluogo ha già detto “basta” dopo aver messo a disposizione l’ex scuola di Picenengo, ristrutturata e adattata per l’occasione. Sisti fa sapere che la popolazione è pronta a impedire gli arrivi “con ogni mezzo” e che sul territorio di Castelvisconti non ci sono iniziative di integrazione pubbliche o private tali da giustificare un afflusso di migranti, che comunque per la Prefettura sarebbero sei. Sisti ritiene che la popolazione non accetta la spesa pubblica di 35 euro al giorno a favore di persone non disposte a fermarsi a Castelvisconti, paese vicino allo stoccaggio Stogit di Bordolano e ad alcuni impianti a biogas. La spesa pubblica per il biogas, premiato da contributi pubblici, e lo stoccaggio di metano da 1 miliardo e 200 milioni di metri cubi di gas destinati da quanto si sa al mercato internazionale, però, non ha mai sollevato alcuna critica da parte del sindaco di Castelvisconti, malgrado sia documentata la dispersione in atmosfera e di emissioni inquinanti da parte di queste attività, che le istituzioni cremonesi, compresa l’Ats, tengono sotto osservazione.

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