Ancora polemiche dei commercianti e di non pochi cittadini sul centro storico, in seguito alle nuove chiusure di negozi in corso Garibaldi. Altre due attività, un negozio di scarpe e uno di ottica, hanno lasciato il centro per trasferirsi a Gadesco, accanto all’Iper. Nel mirino l’assessore Barbara Manfredini e la sua orgogliosa difesa delle scelte della giunta, con una punta critica verso gli stessi negozianti, invitati a cambiare e riorganizzarsi. L’assessore attacca anche alcune notizie di stampa che “fanno male alla città, ai cittadini e allo sviluppo” ma incassa commenti che parlano di parcheggi carissimi, “come fossimo sul lungomare”, affitti alti, tasse elevate, burocrazia complicata, bivacchi in piazza Roma e davanti all’ex sede della banca d’Italia, sporcizia. Tra corso Garibaldi e corso Campi la serie di sedi chiuse parla da sola ormai da cinque anni, mentre aumentano i supermercati lungo le principali vie d’accesso alla città. Anche l’assessore Andrea Virgilio combatte i giornali, con una sua rassegna stampa su Piacenza, Parma, Reggio, Bologna, Milano, Brescia, Mantova, Pavia e altre città definite tutte con gli stessi termini sul filo conduttore del presunto degrado, quando occorrerebbe per l’assessore riconoscere che si tratta di “città a misura d’uomo dove è bello vivere”. E intanto si sono fatte sentire in agosto anche le lamentele per le scritte anarchiche all’ingresso della galleria XXV aprile e su diverse vetrine. Il Comune in proposito si è organizzato con un gruppo di volontari, nell’iniziativa Cremona Rinascimento, per ripulire queste e altre numerose altre scritte, dopo l’intervento degli alpini che hanno ripulito via Aselli. La città si è spaccata sulle politiche per il commercio ma anche sulle strategie per il turismo. Mentre in Lombardia le città sui laghi e i fiumi, come Varese e Lecco, non solo Mantova, presentano flussi turistici chiaramente positivi, Cremona cresce di meno, mentre la risorsa del Po, legata alla qualità dell’ambiente, appare ancora poco valorizzata. Non mancano proteste d’agosto sulle scritte con cui Rete ferroviaria italiana, Rfi, accoglie i turisti stranieri alla stazione, per gli errori in tedesco e in inglese. Cremona è divisa: mancano un’analisi scientifica e dati statistici accettati da tutti, non c’è unità nemmeno sul progetto di promozione turistica della città.

Paolo Zignani

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