Cremona. Il sindaco Gianluca Galimberti ha confermato alla Festa dell’Unità la volontà di ricandidarsi per il secondo mandato, con elezioni fra due anni: nessuna sorpresa, ma le complicazioni sono in agguato dopo la scissione del Pd e la confusione che regna a sinistra, dove dietro le quinte l’amarezza è grande. La maggioranza cremonese infatti ha perso il sostegno di Rifondazione e di parte della sinistra che ha caratterizzato con i 1.333 voti della lista Energia civile in Comune il successo sul centrodestra. Galimberti ha ottenuto nel 2014 17mila voti e Perri 12mila. Ed è stato un bombardamento di critiche da sinistra, nell’ultimo anno in particolare, per la mancata chiusura dell’inceneritore, il consumo di suolo e i segnali di continuità con il centrodestra di Perri. L’assessore Andrea Virgilio, vicesegretario provinciale del Pd, ha riaperto le porte agli scissionisti, mentre a giugno il manifesto del nuovo centrosinistra cremonese ha raccolto adesioni più ampie rispetto ad Articolo Uno. L’esperienza della lista Energia civile in Comune, segnata da distinguo tra ex di Sel e uomini di Rifondazione, potrebbe così essere modificata. L’obiettivo del centrosinistra e del Pd è riconquistare l’elettorato perso sul piano nazionale, deluso anche da alcune scelte locali e confluito nei 5 stelle. La preoccupazione è che, dopo il successo del No al referendum costituzionale, si ripeta l’errore seguito ai referendum del 2011, sull’acqua, il nucleare e i servizi pubblici, e che si ripeta l’esperienza negativa della lista Tsipras: troppa distanza tra i leader nazionali e il territorio, e una presunzione di rappresentanza del 60%. ben lontana dalla realtà. Delusione per le scelte di Giuliano Pisapia, poca chiarezza sull’esito del movimento di Anna Falcone e Tomaso Montanari, incertezza sui numerosi partiti sorti negli ultimi anni.  La giunta Galimberti può puntare su alcuni risultati, come la creazione della Consulta degli stranieri, il registro del testamento biologico, le unioni civili, l’estensione della differenziata a tutto il territorio cittadino. Due le medie strutture commerciali che s’insediano, malgrado mille polemiche: presso l’ex Snum e in via Massarotti, sempre per iniziativa privata, non del Comune, che negli altri settori ha patito le conseguenze della spending review, entrata in vigore negli anni di Galimberti sindaco. Basterà la cancellazione della Strada Sud dalla programmazione per accontentare gli ambientalisti? Se la sinistra cremonese non si ricompatterà, la coalizione potrebbe sbilanciarsi al centro. Un primo test si terrà in autunno, con le elezioni per il rinnovo dei comitati di quartiere, dopo una serie di delusioni e defezioni, a partire da Cavatigozzi.

 

 

 

Paolo Zignani

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