“L’intolleranza verso il fenomeno migratorio sta raggiungendo livelli preoccupanti a Cremona”: lo sostiene Carlalberto Ghidotti, di Forza Italia, che attacca il Comune che accetta di ospitare immigrati in assenza di un “vero e tangibile progetto”, privo di chiarezza sui numeri, gli spazi, le opportunità, le regole e il sostegno. Un caos fonte di preoccupazioni, che inducono i cittadini a una sorta di “autodifesa dallo straniero”. Il consigliere comunale del centrodestra riferisce i dubbi dei cittadini che parlano di migranti, che dopo un primo periodo alla Casa dell’accoglienza vengono affidati a cooperative che affittano appartamenti. Di qui l’interrogazione scritta del 13 luglio per sapere quali sono le cooperative con cui collabora il Comune, come vengono scelte, com’è formato il personale e quanti soldi sono stati messi a bilancio dal centrosinistra l’anno scorso e quanti quest’anno. Dalla giunta, Rosita Viola ha risposto stamattina, per chiarire che il Comune non ha alcun rapporto con nessuna cooperativa per gestire l’accoglienza dei migranti. Dagli hotspot internazionali, i migranti entrano negli hub regionali e quindi, sul territorio, nei centri d’accoglienza straordinaria della provincia di Cremona, gestiti dalla Prefettura e affidati in base a concorsi pubblici a diversi gestori, secondo il numero di posti e la capacità gestionale. Il controllo è tutto della Prefettura di corso Vittorio Emanuele II e non del Comune: nemmeno la Caritas, da parte propria, può inviare migranti a cooperative ma solo seguire una convenzione con la Prefettura. Il Comune non mette soldi a bilancio, non gestisce risorse per l’accoglienza dei migranti e non seleziona personale, bensì collabora con la Prefettura per il monitoraggio e si attiva per l’integrazione. L’amministrazione comunale è invece titolare da una ventina d’anni del progetto Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, che ospita 80 persone, di cui 47 adulti e 33 minori o neomaggiorenni, con numeri in crescita nel corso degli anni. A Cremona il progetto è stato dedicato sin dall’inizio ai minori stranieri non accompagnati. I progetti dello Sprar sono finanziati dal ministero. Secondo l’intesa Stato-Regioni, e la stessa Prefettura di Cremona, l’obiettivo è raccordare i sistemi d’accoglienza, per razionalizzare le risorse e migliorare i risultati.

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