Cremona. La riforma sociosanitaria regionale stenta ancora a decollare: la collaborazione tra ospedale e servizi sociali comunali, medici di base e specialisti, si attiva a rilento, le emergenze non si trasformano in progetti e ricadono ancora sui Comuni, come nel caso di Vescovato, dove sono stati cinque i casi emersi in agosto, inaspriti dall’ondata di calore. Violenze in famiglia a danno dei genitori anziani, ancora una volta, poi la richiesta d’aiuto al Comune e al primo cittadino, quindi il ricovero in emergenza, il trattamento farmacologico e di nuovo il ritorno a casa, sulle spalle della famiglia e dei genitori, spesso a loro volta fragili per l’età e la situazione sanitaria. Un calvario che non ha fine e che prosegue a colpi di accertamenti o trattamenti sanitari obbligatori ma non sfocia in progetti personalizzati. Il sindaco di Vescovato, Maria Grazia Bonfante, ha sollecitato la valutazione multiprofessionale all’ospedale Maggiore, per l’applicazione della legge, e l’ospedale si è attivato. In provincia di Cremona, però, come altrove, la relazione costante medico di base, specialista, assistente sociale e ospedale non è diventata ancora realtà di tutti i giorni e la continuità di cura resta sulla carta. E dire che in provincia il settore psichiatrico presenta statistiche notevoli, rispetto alla media regionale. Così, dopo tanti annunci e molti buoni propositi, e persino dopo due anni dall’approvazione della riforma regionale, ben poco è cambiato nella gestione dei cronici e delle riacutizzazioni, così che il peso rimane sulle spalle delle famiglie e dei sindaci, che spesso si ritrovano ad essere amministratori di sostegno di più persone, con una serie di responsabilità e senza un progetto in corso. La stessa patologia legata al gioco d’azzardo, pur dopo tanto clamore, ricade ancora sulle famiglie. Nel solo distretto cremonese, che comprende una cinquantina di Comuni, i pazienti cronici gravi, di prima fascia, secondo i dati dell’Ats, sono 3.422, ma i cittadini interessati sono molti di più.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata