38 alloggi comunali da ristrutturare e assegnare a famiglie in difficoltà, in via prioritaria se gravata da procedure di sfratto esecutivo in corso o appena effettuato, in accordo col Comune, a canone concordato. Si tratta di bilocali e trilocali in via Giambellino, periferia milanese, distribuiti in condomini misti di proprietà del Comune, dove coesistono case private e popolari. La concessione d’uso è ventennale e ad avere la priorità sugli appartamenti saranno le famiglie in via di sfratto. Il canone d’affitto non potrà superare i 65 euro al metro quadrato annui. Al 10% degli assegnatari, inoltre, sarà chiesto soltanto un contributo minimo. Gli alloggi in questione sono esclusi dalle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica: i destinatari, perciò, sono tutti coloro che non hanno i requisiti per ottenere una casa popolare, ma che non possono permettersi di pagare un affitto a costi di mercato. I lavori sono stati assegnati, tramite bando pubblico, alll’impresa Abitare Sociale Metropolitano che si prende in carico 33 appartamenti e L’Associazione Temporanea d’Impresa con capofila la cooperativa speciale Spazio Aperto Servizi che si è aggiudicata gli altri cinque. Il pacchetto comprende anche altri servizi, come l’accompagnamento sociale dei nuovi inquilini. Quello appena aggiudicato è il secondo di tre bandi che il Comune sta mettendo in campo. Il primo ha assegnato ad inizio anno 55 alloggi in zona Niguarda mentre il terzo, che riguarda 18 appartamenti tra Turro e Precotto (tra via Padova e viale Monza) sarà aggiudicato a settembre. Prossimo passo, altre case alla Barona. Questi progetti, che si pongono a metà strada tra l’edilizia pubblica e quella privata, si aggiungono al piano “Zero case vuote” che Palazzo Marino ha lanciato a settembre dello scorso anno.

 

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