A Milano è stata sequestrata una partita di omelette surgelate che, in seguito ai controlli fatti dall’Ats della città metropolitana di Milano con i Nas, sono risultate prodotte con “uova contaminate dal Fipronil”. A comunicarlo è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Le omelette, ha spiegato l’assessore, sono state “commercializzate dalla ditta International Trade Group”. Si tratta di “una partita di ‘Atsuyaki Tamago’, questo il nome del prodotto, distribuito dall’azienda tedesca Kagerr, di cui l’International Trade Group è distributore per l’Italia”. Il sequestro “riguarda 127 confezioni, (che riportano la data di scadenza al 16 febbraio 2018), di cui, dal 29 giugno scorso, 117 sono già state distribuite al consumatore finale”. Gallera ha sottolineato che “è già stato dato l’ordine, come da normativa vigente, di esporre i cartelli all’interno dell’esercizio commerciale, per informare gli utenti e provvedere all’eventuale ritiro, qualora il prodotto non sia stato ancora consumato”. “Colgo l’occasione per segnalare che il piano dei controlli sulle uova prodotte in Lombardia, in accordo con il Comando dei Carabinieri Nucleo Anti Sofisticazione, è stato completato – ha assicurato Gallera -: attendiamo i risultati, che dovrebbero arrivare entro venerdì. In ogni caso fino a oggi non sono state segnalati casi non conformi”. Il direttore generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, ha precisato che si tratta di una delle sei segnalazioni di prodotti confezionati all’estero e commercializzati in Italia, ricevute dal dicastero stesso. Tra le persone cresce la preoccupazione. responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori Agostino Macrì chiede maggiore trasparenza nell’indicazione di origine delle uova. Dello stesso avviso anche la Coldiretti, che pretende di conoscere i nomi delle aziende, pubblicare subito l’elenco dei prodotti coinvolti e togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti gli alimenti importati. Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha affermato «Di fronte alle emergenze sanitarie provenienti dall’estero che si ripetono nell’alimentare, occorre intervenire subito con la trasparenza dell’informazione per evitare allarmismi che danneggiano imprese e consumatori» La provenienza estera delle uova contaminate secondo Coldiretti deve spingere i consumatori a controllare l’indicazione di origine indicata su ogni guscio, preferendo il prodotto italiano.

 

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