Si avvicina settembre e con settembre l’inizio di scuole e asili. Entro il 10 settembre bisognerà consegnare alle scuole i certificati vaccinali, indicando quante e quali vaccinazioni i bambini hanno fatto. Le famiglie dei bambini non vaccinati, cui non verranno inoculati i farmaci previsti per legge, ben 10, dovranno produrre un certificato in cui spiegano la situazione che può essere ricondotta o ad un’immunodepressione del bambino o a malattie già fatte in passato dal minore. A quel punto, secondo il decreto Lorenzin , sarà il medico che prescriverà esami del sangue per la ricerca degli anticorpi relativi alla patologia di cui si chiede l’esonero vaccinale, e anche lo stesso certificato di esonero. Davanti al provvedimento, comunicato ai medici dall’Ats nei giorni scorsi, la protesta non si è fatta attendere, e si è scatenata soprattutto sul web. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ordine dei medici milanesi, Roberto Carlo Rossi,sulla questione, quello che si chiede al medico non è un semplice certificato ma un vero e proprio atto che prevede esami del sangue e successive valutazioni mediche. Data poi la mole delle richieste sorge spontanea la considerazione che il lavoro dovrebbe essere rimborsato dal servizio Sanitario pubblico o dai privati pazienti. C’è poi un problema del tutto pratico: per alcune malattie la determinazione della presenza degli anticorpi non è immediata e deve essere interpretata.   Sono molte le famiglie che stanno cercando di produrre certificati di esonero, necessari per l’iscrizione a scuola dei bambini che non hanno la copertura vaccinale richiesta. Un certificato che ora i medici stanno pensando di far pagare, dal momento che sono travolti da richieste di documenti e da una nuova mole di lavoro.

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