Cremona Una nuova richiesta è stata presentata dall’acciaieria Arvedi ai Comuni di Cremona e Spinadesco e all’amministrazione provinciale, oltre che all’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente per ottenere il permesso di installare un compattatore di rottami metallici. La pratica è divisa in due: da una parte la domanda all’ente Provincia di modificare l’autorizzazione integrata ambientale dell’intera acciaieria, dall’altra la domanda di permesso di costruire presentata allo sportello unico delle imprese di Pizzighettone. La pratica è ancora in fase di studio, tuttavia è già pervenuto al settore ambiente dell’amministrazione provinciale il parere dell’Arpa. L’impianto, nel progetto dell’acciaieria di via Acquaviva, ha dimensioni di circa dieci metri per dieci, con la capacità di emettere fino a 80 o 85 decibel, tant’è vero che dovrebbe funzionare solo di giorno, dalle 7 del mattino alle 22, poiché di notte la soglia è di 40 decibel. L’impatto acustico sarebbe quindi consistente, al punto da aver bisogno di un contenimento. Il progetto comprende, infatti, una barriera fonoassorbente alta 12 metri e lunga 70, allo scopo di contenere l’impatto acustico, prolungando così la barriera già esistente. L’Arpa ha dato parere favorevole, con un vincolo in particolare per l’industria siderurgica: costruire la barriera antirumore prima che entri in funzione il compattatore. All’amministrazione provinciale, però, dopo il pronunciamento dell’Arpa, sta per arrivare anche la richiesta di un ulteriore approfondimento da parte del Comune di Cremona. L’assessore Alessia Manfredini ha espresso alcuni dubbi, dopo aver notato che l’Arpa chiede la realizzazione della barriera, che oltretutto avrebbe dimensioni rilevanti. L’iter amministrativo subisce quindi una frenata. Le amministrazioni valutano di ottenere una riduzione del rumore sul lato di Spinadesco, puntando sullo spostamento delle lavorazioni di preparazione dei metalli a ridosso delle barriere acustiche.

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