Cremona. Il Comune di Cremona, che negli ultimi due anni ha rilanciato l’impegno per la valorizzazione turistica del Po, trova un ostacolo da parte dell’asssessore all’ambiente della Regione Lombardia Claudia Terzi, che ieri in commissione Agricoltura e Parchi, ieri al Pirellone, ha detto di no alla proposta del Pd di creare una macroarea protetta lungo tutta l’asta del grande fiume. Dal Monviso al Delta, quindi, la Lombardia rimane l’unica regione dell’Italia settentrionale a non aver creato un’area protetta lungo le sponde del Po. La proposta dei consiglieri regionali Agostino Alloni e Marco Carra non guarda solo a un’area naturalistica, di pura protezione ambientale, come desiderano le associazioni, e punta anche allo sviluppo sostenibile, turistico ed economico. Mentre in giunta Barbara Manfredini vanta i dati positivi della navigazione fluviale e Andrea Virgilio tesse una rete di rapporti con Comuni e Province confinanti, il Pirellone quando si tratta di valorizzare il fiume guarda altrove, per quanto non manchino altri progetti turistici regionali su Cremona città, con cospicui finanziamenti utili ad esempio alla ristrutturazione di alcuni palazzi del centro storico. Il feeling tra Cremona e Regione s’interrompe sul Po, che dopo la riforma del 2016 rientra in un progetto di suddivisione di quattro macroaree diverse tra di loro.  Attualmente, infatti, il Po rientra in un progetto di suddivisione di quattro macroaree completamente diverse tra loro. Da una parte la Regione riconosce l’unicità del grande fiume, ma la gestione e la tutela vengono spezzettate. Da qui nasce la critica di Alloni e Carra. Così il Comune dovrà continuare con le proprie forze. Lungo il fiume ha aperto un bar ristorante aperto in tutta la stagione della navigazione, si creano nuove proposte come le crociere musicali del Monteverdi festival e i concerti di jazz e blues in nave, e ha aperto il nuovo campeggio per camper in via del Sale. Per il Comune di Cremona, in particolare per l’assessore Andrea Virgilio, il Po rappresenta l’identità della città e del territorio. Modificare la riforma lombarda dei parchi e delle aree protette però non è ancora possibile, e non lo sarà sin dopo le prossime elezioni regionali. Il Po aspetta ancora la sua riforma.

 

Paolo Zignani

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