L’autostrada Cremona Mantova si allontana sempre di più. La
giunta municipale di Cremona infatti ha deciso, secondo le ultime disposizioni
di legge, di vendere la propria quota di azioni della società Stradivaria,
controllata di Centropadane, che aveva ottenuto dalla Regione Lombardia la
concessione della nuova infrastruttura. Si tratta di una piccola quota, solo l’1
per cento in capo ad Aem, che però ha causato critiche ambientaliste da
parte di Sel, della sinistra cremonese, dei 5 stelle e delle associazioni, perché
il 16 novembre di due anni fa il consiglio comunale aveva deciso di
mantenere il possesso della quota, allo scopo di “seguire e gestire il percorso
di avvio della eventuale autostrada”. Nella stessa seduta veniva deciso di
mettere in vendita le quote di Centropadane, ovvero il 4,07% del Comune,
per un valore di un milione e 222mila e 40 euro, e il 3,47% di Aem, pari a un
milione e 40mila euro. L’atteso acquisto da parte del gruppo Gavio non si è
verificato, e così rimane il timore, da parte della giunta, che nessuno compri
le azioni messe in vendita. E’ stato il sindaco Gianluca Galimberti a
presentare la delibera in giunta, nell’ultima riunione. L’assessore Andrea
Virgilio sostiene che l’autostrada è insostenibile economicamente – il costo si
aggira sul miliardo – e che i collegamenti con Mantova sono inadeguati. Il
rischio che affrontano gli enti locali è che non venga realizzato né il raddoppio
della linea ferroviaria né tantomeno l’autostrada.
Intanto la commissione bilancio, l’altro ieri, ha dato parere positivo al primo
bilancio consolidato del gruppo Pubblica amministrazione cremonese, che è
negativo per due milioni e 770mila euro, con uno stato patrimoniale rilevante,
di ben 428 milioni. Il Comune ha dovuto creare un gruppo con le partecipate
Aem, Fondazione di Cremona, Cremona Solidale e Padania Acque. E’ una
novità imposta dalla legge, una sorta di pulizia dei conti che costringe
l’amministrazione a fare i conti con le sue società, anche se, come la
Fondazione, gestiscono proprietà di terzi. Gli utili arrivati dalle partecipate
nelle casse municipali sono molto ridotti, appena 200mila euro, molto meno
che negli anni precedenti la crisi. Il negativo non riguarda però il Comune, il
cui bilancio 2016 è risultato in ordine.

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