Brescia –  Era affetta da diabete infantile la bimba di 4 anni di Trento morta di malaria agli Spedali Civili di Brescia dopo essere stata ricoverata presso l’ospedale di Trento. La piccola era già stata nel nosocomio di Trento a contatto con altri bambini che avevano contratto questa malattia. Nel nosocomio bresciano è deceduta per danno cerebrale. Il ministro Beatrice Lorenzin nel pomeriggio ha dichiarato “dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare”. Intanto la procura di Trento e quella di Brescia hanno aperto due inchieste. La piccola Sofia, potrebbe essersi infettata in quattro possibili modi. Ad affermarlo è il vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Massimo Galli, precisando tuttavia che per poter esprimere un giudizio vanno chiariti e considerati esattamente i tempi dei ricoveri della piccola ed i suoi spostamenti. “L’infezione potrebbe essere trasmessa in ambiente ospedaliero – spiega l’infettivologo – solo attraverso l’utilizzo di siringhe ed altri strumenti contaminati o attraverso trasfusioni di sangue infetto. Oppure il contagio potrebbe essere avvenuto attraverso la punture di zanzare vettori della malattia ‘importate’ da paesi dove la malattia è endemica o attraverso la puntura di zanzare autoctone che, avendo precedentemente punto soggetti infettati, hanno poi contagiato soggetti terzi. Nel primo caso, chiarisce, “le zanzare vettore possono essere state introdotte in Italia da viaggiatori di ritorno, ad esempio nei bagagli”. Quanto alle zanzare autoctone, “in Italia – afferma Galli – ci sono almeno due specie di zanzara anofele in grado di trasmettere la malaria. In genere sono più diffuse nelle aree pianeggianti e costiere”. Ad ogni modo, precisa, “va detto che le probabilità che zanzare autoctone possano infettarsi e trasmettere la malattia è molto bassa, anche perchè la popolazione di zanzare anofele nel nostro paese si è molto ridotta nel corso degli anni”.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata