Sono drammatici i numeri che riguardano la situazione del commercio di prossimità a Milano: chiude un negozio ogni 12 ore. Nel capoluogo lombardo, in soli 12 mesi, sono state abbassate definitivamente 752 serrande. A soffrire maggiormente questa situazione è la periferia, dove proliferano gli ipermercati. Anche la Camera di Commercio conferma questa tendenza, parlando di  319 nuove serrande alzate in periferia, da settembre 2016,  contro 338 chiusure; solo 437 le inaugurazioni in tutta Milano. Per questo, il sindaco Beppe Sala, nella riunione di giunta che si è tenuta, ieri, alla Balera dell’Ortica, ha annunciato una frenata ai centri commerciali nei quartieri distanti dal centro, tendendo la mano ai piccoli commercianti. Il primo cittadino assicura che non c’è la volontà di promuovere aperture di altri centri commerciali, ribandendo la fondamentale importanza del negozio di prossimità che, tra l’altro, significa più vivibilità e sicurezza dei quartieri. E proprio la volontà di dire basta ai centri commerciali arriva dai residenti di quartieri come Ortica e Rubattino. Ma le richieste alla giunta non sono finite qui. Sotto i riflettori del Municipio 3 anche la questione Città Studi. Se le facoltà scientifiche dell‘università Statale si trasferissero nell’ex area Expo di Rho, il quartiere rischierebbe di morire. Attenzione alta anche sull’area Ex Rizzoli di cui, da anni, si attende la riqualificazione. Pare, però, che a fine mese ci sarà la presentazione del progetto di recupero che prevede la realizzazione di case, uffici e spazi commerciali.

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