Giacomina Rescali, delusa, ha deciso di rinunciare all’assistente sociale che la segue da alcuni anni, Ilaria Calzecchi, perché non si sente aiutata. Invalida al 100% da diversi anni, per le conseguenze di un’operazione all’anca, la signora può spostarsi solo con l’aiuto di un girello – ha infatti una gamba più corta dell’altra – e per fare la doccia non ha altro ausilio che quello di una sedia metallica, dovendo far da sé, senza alcuna assistenza, anche nelle situazioni più scomode. Infatti il Comune, come riferisce la signora, non ha messo a disposizione neppure una persona per le pulizie di casa. Una vita difficile, la sua, con 40 ricoveri ospedalieri in circa dieci anni. Per domenica è attesa l’accensione del teleriscaldamento, nel complesso di case popolari di largo Pagliari: anche Giacomina Rescali ha avuto problemi con le bollette e una valvola che non funziona e andrebbe sostituita. “Se non la sistemano – assicura – non pago più le bollette”. In largo Pagliari la signora si è trasferita quest’anno: proviene da via Cattaneo, a borgo Loreto, dove le era stato assegnato un alloggio dell’Aler. E intende lasciare Cremona, con una domanda all’ufficio alloggi per ottenere il trasferimento in una casa comunale di Crema, a Ombriano, vicino al fratello. Giacomina racconta di un matrimonio concluso amaramente, e di un lungo periodo segnato da esaurimento nervoso, depressione e insonnia. In largo Pagliari si trova a disagio, per il rumore dei vicini di casa e l’insicurezza che prova. La serratura è stata manomessa e per chiudere la porta ha messo un catenaccio con un lucchetto. In un’occasione ha chiamato la polizia. Vive con la pensione reversibile lasciata dall’ex marito, di 500 euro, la pensione d’invalidità, da 280 euro, e un assegno di accompagnamento di 490. Il disagio è causato dalla mancanza di aiuto: “Non sono ascoltata, nemmeno dal tutor condominiale”. I contatti con i servizi sociali da tempo si svolgono solo per telefono, quando l’assistente risponde o richiama. Giacomina Rescali descrive una situazione di abbandono. Delusione anche da parte dei servizi ospedalieri: infatti preferisce curarsi privatamente, da un medico di fiducia che la conosce da anni. Per lei, l’unica soluzione possibile è lasciare Cremona.

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