Boom di iscritti alla Statale, per le facoltà umanistiche: numeri che superano di gran lunga i posti fissati per il numero chiuso che l’università voleva applicare ma che è stato bocciato da una sentenza del Tar. Numeri che rischiano però di compromettere l’adeguato svolgimento dei corsi, con aule sovraffolate e poca attenzione dedicata agli studenti a causa del sovraffollamento.   3329 iscritti al primo anno anche se ancora molti studenti stanno ultimando le iscrizioni che sono in chiusura il 15 di ottobre, contro i 3250 che l’Ateneo aveva fissato. La più gettonata è la facoltà di Lettere, dove sono 615 le matricole, contro le 580 previste; segue Beni Culturali, con 673 iscritti contro i 530 previsti, poi Lingue, 868 matricole contro 650 posti. Il fatto di sforare sul numero degli studenti in relazione ai docenti presenti, per due anni consecutivi, contravviene alla norma che impone il rispetto di un giusto rapporto numerico docente- studenti, anche se è lo stesso Ministero ad offrire una soluzione alla legge che mette a rischio l’accreditamento: si tratterebbe nella sostanza di un via libera che consenta l’avvio dei corsi nostante lo sforamento. Nonostante la soluzione, difficile sarà evitare i fisiologici disagi per gli studenti, anche se dal rettorato arrivano rassicurazioni e garanzie che tutto sarà organizzato per garantire il miglior rapporto docenti– studenti possibile e un ordinato – per quanto possibile – svolgimento delle lezioni. Gli studenti dell’Udu, la confederazione di associazioni studentesche che aveva fato partire il ricorso al tar, attendono un incontro con il Rettorato per trovare una soluzione che risponda alle richieste avanzate.

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