Il robot si avvicina all’obiettivo, lo osserva, acquisice ed elabora i dati di posizione e caratteristiche e poi, con una sola mossa sicura, allunga il suo braccio meccanico e afferra l’oggetto. Missione compiuta…Siamo al Politecnico di Milano, una delle sedi in cui, nell’ambito della settimana europea della robotica, dal 20 al 25 novembre 2017 si sono svolte alcune prove del torneo European robots league, competizione internazionale per misurare scientificamente le capacità dei robot di agire in autonomia, ovvero muoversi, manipolare pezzi, riconoscerli e costruire oggetti.Matteo Matteucci, professore associato al Politecnico di Milano. E in effetti, la ricerca universitaria va in questa direzione, anche per facilitare, un domani, la vita del genere umano, ad esempio con protesi robotiche per le persone disabili. I due team in gara al Politecnico di Milano, entrambi provenienti dalla Germania; l’AutonOHm dell’Università di Norimberga e b-it-bots dell’ateneo di Bonn-Rhein-Sieg si sono dati battaglia su tre prove: navigazione, manipolazione e recupero pezzi proprio per testare le capacità dei robot di agire autonomamente, gettando le basi, forse, proprio di quella civiltà integrata umani-automi, immaginata da Asimov.  Bisognerà aspettare insomma, ma nel frattempo, passo dopo passo, si procede. I dati raccolti in tutta Europa nell’ambito della European Robotics League verranno valutati da una commissione di esperti che, alla fine, decreterà il team vincitore. La manifestazione è stata finanziata dal programma Horizon 2020 dell’Unione europea.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata