Più interventi a favore dell’ambiente, a partire dall’aria: è questa la via scelta dal sindaco di Brescia, Del Bono, per il programma elettorale che lo porterà ancora tra i candidati al prossimo appuntamento con le urne. Lo smog, nemico numero uno, sarà combattuto con misure decisive innanzi tutto inasprendo quelle in vigore e che si sono dimostrate insufficienti: nel programma c’è un blocco del traffico nel centro storico a tutte le auto dei non residenti eccetto auto ibride, a metano o gpl e elettriche. Uno stop ulteriore che va a sommarsi alle regole già concordate dall’accordo extraregionale e che vieteranno la circolazione, a partire dal 2018, agli euro 3 diesel, per poi ampliarlo, entro il 2020 agli euro 4 e entro il 2025 agli euro5. La chiusura si accompagnerebbe al potenziamento del trasporto pubblico, per allargare il bacino di utenza di almeno 10 milioni di passeggeri l’anno, progetto ambizioso e realizzabile intergrando la linea dei tram laddove non risulta efficiente quella del metro. Entro l’anno dovrà infatti esser approvato il piano urbano della mobilità sostenibile, con il progetto che riguarderà le aree di Urago Mella, Sant’Eufemia e Fiera. I finanziamenti del governo, fino a oltre 200 milioni di euro, saranno a tal fine integrati con project financing, assicurando il pagamento al privato che investe con la vendita dei biglietti. Oltre a metro e tram saranno realizzati treni metropolitani al posto di attuali ferroviari, in collegamento con alcuni centri urbani. Altro capitolo su cui il programma elettorale si sofferma in senso ambientale è quello di diminuire i rifiuti conferiti in inceneritore, un passo che va nella direzione promessa dello spegnimento della terza linea, che però viene messo in stand by in attesa di uno studio universitario che dovrà essere pronto in alcune settimane. Il teleriscaldamento potrà produrre calore a partire dall’attività delle acciaierie, ben 5 tra Brescia e hinterland. Anche la tecnologia dovrà studiare soluzioni più verdi, come la possibilità di coniugare l’ernergia solare al teleriscaldamento, come già nell’impianto di Varese, progetto su cui A2a sta concentrando i suoi sforzi. Altro fronte di intervento sarà quello di riduzione degli sprechi energetici con un monitoraggio degli immobili comunali, il ricorso a nuove tecnologie e a coibentazione. A2a, d’altra parte, ha già imboccato la svolta verde con la decisione di arrivare all’abbandono del carbone entro il 2030. E nella produzione del calore gli obbiettivi sono quelli di ridurre le emissioni, fino al 65% introducendo caldaie a gas naturale e dotate di catalizzatore desolforatore e filtro. Al di là delle intenzioni una svolta verde è necessaria, non solo come agenda preelettorale, ma per il benessere stesso dell’ambiente e delle persone.

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