CROTTA D’Adda CR I dati della qualità dell’aria sono seguiti con un motivo d’apprensione in più a Crotta d’Adda, da quando la ditta Sovea ha chiesto l’autorizzazione a costruire un impianto di compostaggio di sfalci verdi e di cippato, considerato dal settore Ambiente della Provincia sulla soglia dell’impatto ambientale tollerabile. E le polveri sottili superano ancora la soglia d’allerta ininterrottamente da sabato: nelle centraline Arpa a Cremona in via Fatebenefratelli la media giornaliera è 78 microgrammi per metro cubo, 77 in piazza Cadorna e 68 a Spinadesco come a Crema, mentre Soresina segna 76. Su sollecitazione del comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute”, il Comune di Crotta ha scelto un professionista di Verona, Davide Gerevini, che avrà un compenso di 2.283 euro, per seguire gli sviluppi dell’iter autorizzativo dell’impianto, che porterà a Crotta d’Adda, se otterrà il via libera dalla Provincia, tutti gli sfalci verdi di un ampio territorio, che ora vengono portati in camion a Ghedi, in un altro compostaggio della stessa ditta. L’amministrazione guidata dal sindaco Renato Gerevini spiega di non avere né un ufficio né dipendenti con competenza specifica in materia
ambientale. Sinora la vicenda è stata infatti seguita dall’ufficio tecnico, come in molti altri Comuni in caso di conferenza di servizi su impianti inquinanti. Crotta rompe così una consuetudine e alza il livello del confronto con i privati in materia ambientale. L’associazione Salviamo il Paesaggio ha notato da tempo che i consulenti delle società private che presentano studi d’impatto ambientale per ottenere autorizzazioni provengono da esperienze analoghe: sono due infatti i professionisti in passato legati ad A2A che hanno collaborato con la società di consulenza che ha presentato in Provincia le relazioni tecniche della Sovea. Si è insomma creato un circuito di professionisti, che in un periodo in cui non si richiedeva ancora con forza come oggi indipendenza e terzietà, hanno studiato e lavorato nelle stesse università e nelle stesse multiutility che gestiscono inceneritori e centrali a biomasse. Il comitato di Crotta aspetta inoltre risposte alla lettera con la quale
due settimane fa chiedeva, tra l’altro, analisi strutturali e geologiche sulla capacità delle strade di reggere il peso dei camion della Sovea, ma anche un’analisi sul rischio statico delle abitazioni e una valutazione dell’Ats sulle conseguenze, per la salute, del transito degli camion, che si aggiungono a un flusso di mezzi pesanti già intenso. I Comuni di Crotta e di Acquanegra, intanto, hanno già deciso di opporsi all’autorizzazione al compostaggio.

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