Due amici ed ex collaboratori di Fabrizio Corona, l’avvocato Tommaso Delfino e Marco Bonato, sono indagati, assieme ad altre persone, dalla Procura di Locri (Reggio Calabria) per riciclaggio in relazione ad una parte del denaro che venne usato quasi dieci anni fa per acquistare la casa del valore di circa 2,5 milioni di euro dove viveva l’ex agente fotografico in via De Cristoforis, a due passi da Corso Como, a Milano, e che è stata sequestrata un anno fa. E’ emerso oggi nell’udienza davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese che dovrà decidere appunto se confiscare o meno l’appartamento, assieme agli ormai noti 2,6 milioni in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria. L’ipotesi è che parte della somma servita ad acquistare la casa fosse stata distratta dalla fallita Corona’s, società dell’ex ‘re dei paparazzi’. L’avvocato Tommaso Delfino, già coinvolto in passato in due inchieste a carico di Corona, quella per bancarotta e quella per aver fatto entrare una macchina fotografica in carcere nel 2007, si è presentato davanti alla Sezione misure di prevenzione, chiamato a deporre dai legali di Corona, gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Sirotti, e ha detto di aver saputo “solo oggi e dopo 10 anni” di essere indagato nell’inchiesta di Locri. Per i giudici milanesi si trattò di un’operazione su cui gravavano una serie di “opacità” come il rogito effettuato proprio a Locri. Oggi sono stati ascoltati alcuni testi della difesa Corona (l’ex agente fotografico è intervenuto con dichiarazioni due volte) che vuole dimostrare che la casa venne comprata regolarmente dalla Fenice.

 

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