Cremona “L’ho detto al cavalier Arvedi prima”: con queste parole il segretario del Pd Matteo Renzi ha rivelato ieri di aver incontrato privatamente l’industriale dell’acciaio, proprio mentre diversi cittadini si lamentavano per non aver potuto incontrare il leader che avevano votato alle primarie. Fra loro, un pensionato che essendo arrivato tardi alla stazione, per incontrare Renzi è poi andato in bicicletta in piazza Marconi, al Museo del violino, dove però non ha potuto entrare. Il segretario nazionale ha infatti tenuto un discorso di otto minuti al primo piano del museo, riservato però ai politici e ai giornalisti. Primula Bazzani, che ha sostenuto il sindaco Gianluca Galimberti durante la campagna elettorale del 2014, si è vista cancellare un commento critico che aveva pubblicato sulla pagina di Renzi. Definendosi ex elettrice, la cittadina cremonese si rivolge al segretario per dirgli: “In realtà non sei stato in mezzo alla gente come tu scrivi” e aggiunge che “un breve incontro con i cittadini sarebbe stato un’ottima scelta compresa anche dai detrattori. Questa è l’anima profonda della sinistra che non vedo più”. L’assessore Andrea Virgilio spiega che Renzi ha avvisato del suo arrivo con solo tre giorni di anticipo, in un viaggio per l’Italia in cui ha diversificato le tappe, visitando in altre realtà ad esempio un centro per bambini autistici, mentre a Cremona ha scelto un luogo della cultura e si è intrattenuto pochi minuti con il pubblico alla stazione, per un selfie e poco più. Agli amministratori è stata gradita la sorpresa di una possibile statalizzazione dell’istituto pareggiato di musica, che dai tempi dell’amministrazione Bodini costa al Comune un contributo annuale di circa 400mila euro. La legge di bilancio, in fase di preparazione, potrebbe sgravare un costo rilevante per l’amministrazione. Sulla visita di Renzi, Virgilio commenta che sarebbe stato meglio se ci fosse stato più tempo, ma va bene così, l’azione del partito non si esaurisce così. Il Comune attende, dopo aver ricevuto quattro milioni e mezzo per le case popolari, un finanziamento di sette milioni per le periferie. La candidatura di Giorgio Gori al Pirellone prevede, comunque, un rapporto diretto con i cittadini, con visite nei Comuni della provincia.

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