Le polveri sottili pm10, per la centralina Arpa di via Fatebenefratelli, aumentano da sei giorni consecutivi, dagli 8 microgrammi per metro cubo di domenica scorsa ai 62 di ieri, con tre giorni consecutivi oltre la soglia. Una serie nera che ricomincia e preannuncia nuovi blocchi del traffico, con un peggioramento del clima, complicato dai banchi di nebbia che hanno reso difficile la vita nella zona di Montodine agli automobilisti: un 52enne diretto verso Castiglione d’Adda è andato fuori strada sul tratto prima del ponte Castelli, che collega le provincie di Cremona e Lodi. Altro incidente, sempre con conseguenze non gravi, si è verificato nel Casalasco, sull’Asolana tra San Giovanni in Croce e Casalmaggiore, mentre un tamponamento, nella stessa ora tra le 7 le 8 del mattino, ha visto protagonisti un’auto e un autocarro a Cremona, al Maristella. Attorno alle 9, ancora incidenti non gravi a Castelverde e dopo le 10 a Soresina, e a Cremona in via Giuseppina. Si conferma la pericolosità delle strade del territorio, dove la percentuale di sinistri per abitante è sopra la media regionale e nazionale. In assenza di piogge, la principale speranza, per evitare un nuovo blocco del traffico, sono i deboli venti e localmente moderati registrati dall’Arpa, dato che il protocollo regionale antismog dimostra la sua inefficacia, anche perché il blocco del traffico riguarda le città capoluogo di provincia, e viene revocato non appena il livello delle polveri diminuisce. Le previsioni meteo per i prossimi tre giorni parlano ancora di nuvole e venti deboli, mentre la siccità continua e le condizioni per l’accumulo di polveri sottili si sono riformate, dopo dieci giorni di tregua. E nel corso dell’anno i giorni di sforamento della soglia d’allerta sono circa 80 a Cremona. Condizioni critiche che si rinnovano in tutta la provincia: le pm10 sono arrivati a 61 microgrammi a Spinadesco e Soresina, e a 58 a Crema. Le pm 2,5, ancora più pericolose per la salute, sono di poco inferiori. Di poco sotto la soglia, invece, la centralina di Gerre de Caprioli, a pochi chilometri dall’inceneritore.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata