Cremona Il piano neve dell’amministrazione provinciale, in vigore da pochi giorni, il 18 novembre, fino all’8 marzo 2018, dovrà funzionare con soli 40mila euro che salgono a 52mila con gli oneri, l’Irap e i piani di produttività, somma minima rispetto al passato, che non consente nemmeno l’affidamento a un gestore esterno, anche perché la rete stradale è di ben 900 chilometri ed è particolarmente variegata, per il numero esorbitante di Comuni, frazioni, case sparse e cascine. Il piano poi è stato stravolto dai cambiamenti climatici, dai lunghi periodi di siccità, ma anche dall’aumento dell’età media dei dipendenti, peraltro in diminuzione, dal parco mezzi “obsoleto ed esausto” oltre che dai drastici tagli dei finanziamenti statali giunti in corso Vittorio Emanuele II, come mette in chiaro la determina della dirigente Rinalda Bellotti, che definisce l’ottimizzazione del piano di cui è responsabile Davide Pisana. Tanto per cominciare, occorrerà fare economia sullo spargimento di sale e sapersi avvalere, grazie alla conoscenza del territorio, degli interventi dei privati, con efficacia e tempestività, per evitare ogni spreco. I risparmi possono preoccupare, visti i gravi disagi causati dalle nevicate degli ultimi anni, ma l’amministrazione potrà puntare sulla flessibilità e sul fondo risorse decentrate, secondo un programma, fondato sulle scelte strategiche stabilite dal presidente Davide Viola, che deve garantire comunque la buona transitabilità delle strade. La principale garanzia sono dunque l’esperienza e l’abilità degli operatori. La siccità perdura e la preoccupazione dipende dai disagi straordinari causati dalla neve nei piccoli centri abitati, dove i residenti sono per la stragrande maggioranza anziani e l’accesso a un ambulatorio medico diventa vitale. L’amministrazione provinciale ha organizzato un team, i cui componenti sono reperibili fino all’8 marzo. L’impressione è che valga il metodo di Alberto Sisti, il sindaco di Castelvisconti, uno dei Comuni più piccoli, circa 290, che ogni anno spiega semplicemente e concretamente che il piano neve lo fa il sindaco con il badile e i volontari.

 

 

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