La previsione di un flusso di 106 mezzi pesanti in via Acquanegra, davanti alle case della località Fornace di Crotta d’Adda, proprio sul vecchio argine dell’Adda, inquieta il comitato “Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute”, che in una leggera al sindaco Renato Gerevini chiedono se sono state commissionate analisi specifiche. In particolare il comitato chiede di accertare se la strada possa reggere, se si farà un’analisi geologica della portabilità stradale del carico, se lo stesso ponte sul canale navigabile possa resistere per tutto il ciclo di vita del nuovo impianto. Sul tragitto, inoltre, sono stati già registrati dei cedimenti del terreno, fra ciglio e scarpata. Diciotto le domande, che riguardano anche le polveri che stanno diffuse dai camion e dal loro carico di rifiuti agricoli legna compresa. L’impianto infatti produrrà compost ma anche cippato. C’è un punto interrogativo sul rischio statico per gli immobili e per il loro deprezzamento.
La lettera è firmata da Costantino Gentile, portavoce del comitato, che ieri ha diffuso un’altra lettera, con diverse firme, rivolta a tutte le autorità interessate dall’iter autorizzativo e dai controlli, a partire dall’amministrazione provinciale. La missiva mette in chiaro da anni a Crotta “si tollerano situazioni che condizionano negativamente la vita quotidiana”. Sul territorio ci sono allevamenti di suini, tacchini, polli, un biogas, un campo da motocross e una grande discarica di inerti, che preoccupa per la possibile dispersione delle polveri. “L’aria è talvolta irrespirabile – dice la lettera – non solo per gli odori degli allevamenti, ma anche per i fanghi che vengono sparsi nei campi a qualsiasi ora”. Dunque è “impossibile stendere il bucato, rilassarsi in giardino o lasciare le finestre aperte senza prima sincerarsi che non ci sia odore”. Non è stato tenuto conto del contesto reale in cui il compostaggio della ditta Sovea è stato proposto, non certo “distante dalle case”, com’è stato presentato in una documentazione che sindaco e giunta non hanno reso nota ai cittadini, i quali non hanno potuto esprimere un parere. Anzi, l’amministrazione comunale ha già rilasciato le prime autorizzazioni, dando un parere inizialmente positivo su un progetto di massima che però prevede il “superamento della soglia degli odori”. Un appello accorato, che chiede più democrazia rivolgendosi, oltre che all’ente Provincia, ai Medici per l’Ambiente, alle Acli, Legambiente, sindacati, wwf, Italia Nostra, Salviamo il paesaggio, Arci, Ordini professionali della provincia di Cremona e associazioni imprenditoriali. L’assemblea organizzata dal Comune per illustrare il progetto, con la partecipazione dei tecnici della ditta Sovea, è in programma stasera nell’ex scuola materna di via Maris.

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