Cremona. Il treno del segretario Pd Matteo Renzi è arrivato alla stazione di Piacenza oggi alle 15, accolto da sostenitori con bandiere sventolanti del Partito Democratico. Ad accogliere Renzi, volti noti del Pd piacentino tra i quali gli ex sindaci Reggi e Dosi, i parlamentari De Micheli e Bergonzi, i consiglieri e assessori regionali Gazzolo, Molinari e Tarasconi. Sceso dal treno, è stato accompagnato al Tecnopolo, sede delle ricerca d’eccellenza nazionale in cui operano il Centro di ricerca sul sistema energetico), il laboratorio delle macchine utensili e l’incubatore certificato per start up innovative. Poi, è risalito sul treno alla volta di Cremona, dove è arrivato qualche minuto prima del previsto. La sua visita all’ombra del Torrazzo è durata un’ora e un quarto, con una tappa al museo del violino, accompagnato dal segretario provinciale Matteo Piloni e da tutto lo stato maggiore del partito cremonese, con i parlamentari Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana e il sindaco Gianluca Galimberti. Renzi si è detto meravigliato dal museo di piazza Marconi, che “toglie il respiro”, per l’auditorium, la qualità tecnologica e la digitalizzazione dei contenuti, e ha elogiato la politica culturale della città di Cremona, aperta e globale, come dimostrano le molte lingue parlate dalla liuteria. Protagonista la musica, definita da Renzi “un elemento costitutivo dell’identità italiana”. Con la cultura si mangia, ha poi detto polemicamente Matteo Renzi, che ha risposto a una domanda posta da un giovane musicista sul futuro dei conservatori, rassicurandolo. La legge di bilancio dovrebbe infatti inserire provvedimenti per rafforzare gli investimenti sugli investimenti culturali e l’educazione musicale. Saranno proprio Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana a vigilare. Il segretario del Pd ha preferito evitare gli argomenti d’attualità politica e le domande sulle alleanze elettorali, per ricordare che il suo governo ha chiamato “bonus Stradivari” il buono per acquistare strumenti musicali. Poi, è ripartito per la città virgiliana.

 

Paolo Zignani

 

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