Milano Strangolato e murato in casa. E’ la macabra scoperta fatta dagli agenti delle volanti della questura di Milano in una palazzina di via XXII marzo al civico 37. Ad allertare la polizia, un veterinario a sua volta informato dell’accaduto dallo stesso killer. L’uomo ha suonato al campanello ma la vittima Guido Begatti di sessantanove anni era già morto. L’assassino lo ha chiuso in una stanza e  ha sigillato la porta con il silicone. Quando gli agenti si sono trovati davanti alla scena del crimine pochi i dubbi si è trattato di un omicidio violento avvenuto anche parecchi giorni fa come sembra mostrare lo stato di decomposizione del cadavere. Chi lo ha ammazzato, poi, si è preoccupato di sigillare la stanza e di avvisare il veterinario – con una lettera anonima. Quando il professionista è arrivato davanti al condominio signorile in cui Begatti viveva, però, ha suonato ma non ha ricevuto nessuna risposta e – verso le 11 di questa mattina – ha dato l’allarme. Ad accorrere sul posto gli agenti della squadra mobile seguiti dalla Scientifica, del medico legale e dal pm di turno, Enrico Pavone. Sul corpo gli inquirenti hanno trovato segni di violenza; secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di strangolamento e in base agli esami sul posto viene ritenuto morto da circa tre settimane. Il veterinario sulla porta di casa ha trovato un biglietto: “Occupatevi del cane”, e il riferimento era al bassotto che si trovava nell’appartamento. La vittima, che era in pensione ed era vedovo da poco, viveva con il figlio adottato quando era bambino. E’ su di lui che ora si stanno concentrando le indagini.

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