Effettuavano furti e borseggi all’interno di alberghi, ristoranti, in negozi, aeroporti e altri luoghi aperti al pubblico. Un banda composta da 11 sudamericani – 6 peruviani, 4 cubani e 1 colombiano – di età compresa tra i 26 e i 59 anni arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Milano tra le province Milano, Cremona e Mantova, su ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Sofia Fioretta del Tribunale di Milano. L’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Rho e coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, nella persona del Sostituto Procuratore David Monti, ha  sgominato un presunto gruppo criminale, con base operativa a Milano, che pianificava e metteva a segno furti in tutto il nord Italia. Al vertice dell’organizzazione un cubano di 34 anni con precedenti e numerosi alias: era lui a pianificare i furti e ad occuparsi poi della refurtiva. Per ogni episodio si dividevano in gruppi di 3-4 persone collegate con auricolari in conversazioni di gruppo, in modo da poter suggerire all’autore materiale del furto il momento migliore per agire. Della banda facevano parte anche una madre a una figlia. Durante la perquisizione avvenuta il 13 dicembre in un appartamento di via Monte Rotondo, a Milano, i militari hanno trovato decine di borse griffate rubate, strumenti per forzare porte, un kit per verificare la qualità dell’oro attraverso reagenti chimici, banconote di molti Paesi. Vittime predilette erano turisti italiani o stranieri che venivano seguiti all’interno delle hall di alberghi, bar, sale d’aspetto degli aeroporti. Molti di loro hanno preferito rinunciare alla denuncia del furto per non perdere il volo imminente. Le indagini sono iniziate a febbraio, dopo una serie di furti, ad aprile i carabinieri hanno arrestato in flagranza 4 sudamericani durante un furto in un albergo di Lainate. Questi arresti hanno consentito di effettuare alcuni approfondimenti che poi hanno permesso di individuare una vera e  propria organizzazione criminale dedita ai furti in serie. I destinatari di ordinanza di custodia cautelare sono 11, due erano già in carcere.

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